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5 ELEMENTI CHIAVE DEL BENESSERE, 10 LIFE SKILLS ESSENZIALI E 12 MOTIVI PER ESSERE OTTIMISTI

Oggi, l’obiettivo primario per ogni organizzazione dovrebbe essere quello di dedicare una profonda attenzione alla risorsa umana. Prestare attenzione alla risorsa umana, significa conoscere l’individuo, il suo comportamento, la sua personalità, le sue sfaccettature, oltre ai suoi interessi, valori, percezioni e convinzioni del mondo. Non basta “occuparsi” del profilo professionale, occorre “preoccuparsi” della Persona!

Ulteriore obiettivo auspicabile è quello di creare organizzazioni felici, in cui ogni lavoratore, oltre alla piena consapevolezza del proprio lavoro, viva e operi in condizioni favorevoli, in un clima improntato sul benessere.

Certificare il Fattore Umano Mirco Turco

I 5 elementi chiave del Benessere:

  1. Positive Emotion (emozione positiva): sviluppare, conoscere e vivere emozioni positive all’interno del proprio contesto lavorativo.
  2. Engagement (coinvolgimento): essere “attivati”, coinvolti nelle dinamiche lavorative ed aziendali e non essere solo dei meri esecutori.
  3. Relationships (relazioni): tessere rapporti interpersonali significativi.
  4. Meaning (significato): comprendere il perché del proprio lavoro, delle proprie mansioni, della mission aziendale.
  5. Accomplishment (realizzazione): identificazione e raggiungimento degli obiettivi e piena soddisfazione.

Un altro passo strategico per le aziende è favorire il processo di empowerment (acquisizione di potere). Rendere il lavoratore empowered non è un processo automatico, né semplice. Occorrerebbe parlare di life skills e non solo di soft skills.

Le 10 life skills, competenze per il lavoro e per la vita:

  1. Auto-consapevolezza.
  2. Gestione delle emozioni.
  3. Relazioni interpersonali.
  4. Pensiero creativo.
  5. Pensiero critico.
  6. Processo decisionale.
  7. Problem solving.

Antistress

Imparare l’ottimismo è un’altra abilità che occorrerebbe implementare (Almeno per 12 motivi). Forse, non sapevi che:

  1. Le persone ottimiste hanno meno probabilità di morire di infarto rispetto ai pessimisti, tenuto conto di tutti i fattori di rischio somatici noti.
  2. Le donne dal sorriso genuino (Deuchenne) nella fotografia di classe, all’età di 18 anni, avranno meno divorzi e più soddisfazioni coniugali di quelle che mostrano sorrisi falsi.
  3. L’autodisciplina funziona come predittore dei voti durante le scuole superiori in maniera doppiamente precisa rispetto al Quoziente Intellettivo.
  4. Gli adolescenti felici, quindi anni dopo, guadagnano molto di più rispetto agli adolescenti meno felici, a pari condizioni di reddito, voti e altri fattori.
  5. L’ottimismo è in grado di alimentare il benessere individuale. Una persona ottimista si distingue per il suo pensiero e per il suo atteggiamento nei confronti della vita.
  6. L’ottimista è una persona che sta bene non per motivi superficiali, ma perché sa affrontare la vita con il pieno delle sue risorse, con flessibilità e consapevolezza.
  7. L’ottimismo produce rilevanti effetti sul piano biologico, psicologico, sociale e culturale. A livello biologico, è stato riscontrato come l’ottimismo abbia influenze dirette sia sul sistema endocrino, collegato con la condizione di stress, tramite la produzione delle catecolamine, sia sul sistema psiconeuroimmunitario, con un incremento dei leucociti e il mantenimento di adeguati livelli di citochine e interleuchine.
  8. Le persone ottimiste si ammalano significativamente di meno e vivono più a lungo, rispetto a chi non è ottimista. Molte ricerche in questo campo hanno confermato questa convinzione.
  9. L’ottimismo si è rilevato come un forte predittore di longevità. Sembra che l’ottimismo contribuisca anche a diminuire in modo significativo la pressione sanguigna e il colesterolo.
  10. L’ottimismo è un modo efficace per affrontare poi le incertezze.
  11. L’ottimista tiene conto che esistono diversi percorsi alternativi e differenti punti di vista possibili. Questo atteggiamento aumenta la flessibilità e la versatilità.
  12. L’ottimismo è un efficace e potente promotore delle emozioni positive, come gioia, contentezza, serenità, soddisfazione o allegria. Questo comporta un importante aumento del benessere soggettivo e della qualità della vita.

 

 

OTTIMISMO e Immunizzazione Psicologica

L’ottimismo è uno stato d’animo o un atteggiamento

caratterizzato da aspettative sul futuro personalmente o socialmente desiderabili,

vantaggiose o gradevoli” (L. Tiger).

L’ottimismo è in grado di alimentare il benessere individuale. Una persona ottimista si distingue per il suo pensiero e per il suo atteggiamento nei confronti della vita.

L’ottimista è una persona che sta bene non per motivi superficiali, ma perché sa affrontare la vita con il pieno delle sue risorse, con flessibilità e consapevolezza.

L’ottimismo produce rilevanti effetti sul piano biologico, psicologico, sociale e culturale. Infatti, coinvolge l’esistenza nella sua totalità ed è in grado di generare un fondamentale innalzamento del benessere soggettivo: la propria esistenza viene valutata più favorevolmente e si hanno maggiori condotte emotive positive.

A livello biologico, è stato riscontrato come l’ottimismo abbia influenze dirette sia sul sistema endocrino, collegato con la condizione di stress, tramite la produzione delle catecolamine, sia sul sistema psiconeuroimmunitario, con un incremento dei leucociti e il mantenimento di adeguati livelli di citochine e interleuchine.

Pessimismo ed emozioni negative modificano, infatti, il profilo del sistema immunitario, tramite l’aumento del rilascio da parte dei globuli bianchi, di alcuni mediatori, tra cui appunto le citochine e le interleuchine-6. Le citochine influenzano il comportamento alimentare, il ciclo sonno-veglia, il comportamento sessuale, il tono dell’umore e le prestazioni psicomotorie. L’eccesso di rilascio di citochine e delle interleuchine porta a una riduzione della sensibilità dei recettori nervosi interessati e, col tempo può portare a fenomeni di immunodepressione e alla predisposizione a episodi ricorrenti di infiammazione. Nelle persone dotate di ottimismo, invece, si osserva un contenimento di questi processi immunitari negativi.

Si può quindi sostenere che le persone ottimiste si ammalano significativamente di meno e vivono più a lungo, rispetto a chi non è ottimista. Molte ricerche in questo campo hanno confermato questa convinzione.

L’ottimismo si è rilevato come un forte predittore di longevità. Sembra che l’ottimismo contribuisca anche a diminuire in modo significativo la pressione sanguigna e il colesterolo.

L’ottimismo è un modo efficace per affrontare poi le incertezze. Proprio per questo, esso favorisce l’apertura mentale delle persone, poiché implica un atteggiamento di sensibilità verso le condizioni del contesto e verso le novità in esso contenute. Gli ottimisti sanno valorizzare le opportunità derivate dall’incertezza, nella convinzione che sia possibile imparare maggiormente da come le cose diventano piuttosto che da come le cose sono.

Al contrario, i pessimisti sono chiusi riguardo al futuro della propria visione stereotipata e automatica, laddove gli ottimisti sono aperti al futuro in senso realistico. L’ottimista trae il suo benessere psicologico dal suo essere ancorato alla situazione presente ed essere impegnato in ciò che sta facendo, nel quì ed ora.

Inoltre, l’ottimista tiene conto che esistono diversi percorsi alternativi e differenti punti di vista possibili. Questo atteggiamento aumenta la flessibilità e la versatilità.

L’ottimismo è un efficace e potente promotore delle emozioni positive, come gioia, contentezza, serenità, soddisfazione o allegria. Questo comporta un importante aumento del benessere soggettivo e della qualità della vita.

COSA FARE PER IMPLEMENTARE L’OTTIMISMO NEI BAMBINI E NEI RAGAZZI.

 

Imparate ad identificare i pensieri negativi.

I bambini, spesso, parlano ad alta voce: “Sono una frana”, “Ho i capelli brutti”, “Sono brutta” … Incoraggiate il bambini a prendere nota di tali pensieri (false credenze) su un diario o agenda. Potete farlo anche voi con il loro permesso.

Parlate ai vostri bambini.

Prendete l’iniziativa e parlate di come potrebbe andare la vostra giornata. Chiedete a vostro figlio di fare lo stesso. L’idea è quelle di imparare a non aver alcun timore di parlare degli eventi futuri, così come del presente.

Orientamento alla sfida.

Se si presenta un problema, un ostacolo, una difficoltà, affrontateli con sorriso: “… penso di farcela comunque” … “mi impegnerò per superarla”. Parlate con vostro figlio con un atteggiamento improntato sull’ orientamento alla sfida, evitando atteggiamenti pessimistici o comunque negativi.

Progressi e non solo risultati.

Incoraggiate il bambino a parlare dei suoi progressi, delle sfide affrontate, delle difficoltà, dei miglioramenti e non solo dei risultati. A volte, il processo è più importante del risultato finale. La strada è molto più istruttiva del traguardo!

Capacità di analisi.

Spingete il bambino verso un’analisi di ciò che accade. Alcuni ricercatori dimostrano che siamo geneticamente programmati a prestare attenzione più alle brutte notizie che a quelle buone, perché le prime ci aiutano a sopravvivere nelle situazioni pericolose. Focalizzate l’attenzione anche su quello che funziona e va bene. Prima di andare a dormire, passate con vostro figlio alcuni minuti per sottolineare “tre cose buone” che sono accadute durante la giornata, descrivendo gli effetti delle stesse.

 

Check-list

  • Favorite la curiosità e il piacere della scoperta, permettendogli di usare ciò che trova.
  • Fidatevi di lui, aiutandolo a impegnarsi in attività, progetti e relazioni.
  • Considerate gli errori come aree di miglioramento. Non esistono fallimenti, ma solo feedback!
  • Sottolineate i successi ottenuti, pur se piccoli o simbolici.
  • Insegnate l’umorismo. Sorridere delle cose è la chiave per superarle!
  • Favorite il conseguimento di un obiettivo.
  • Favorite la sua combattività e la tenacia, spronandolo quando sembra pigro o svogliato.
  • Favorite la consapevolezza dei propri sforzi che lo hanno portato al successo.
  • Favorite atteggiamenti di affiliazione e contatto con gli altri.
  • Fatelo interessare ai legami sociali e rendetelo aperto alle diversità.
  • Favorite la condivisione e la compartecipazione.

 

 

  1. Ascolese, La funzione dell’ottimismo nel processo di regolazione delle emozioni. (fonte web)
  2. Braconnier (2017). Il segreto dei bambini ottimisti. Feltrinelli.

Insegnare il Successo con Grinta, Passione e Ottimismo

Insegnare il Successo con Grinta, Passione e Ottimismo.

Quanto contano grinta, passione e perseveranza? E l’ottimismo ha un suo affascinante e pragmatico potere? Cosa “insegnare” ai giovani, ai nostri figli, agli studenti, agli atleti nascenti?
Domande che, in realtà, potrebbero interessare ognuno di noi, almeno una volta nella vita. Di certo, una cosa è il nostro potenziale, un’altra è ciò che ne facciamo!

Gli esseri umani non differiscono molto dell’intelletto, almeno su un piano statistico, ma soprattutto nello zelo e nel duro lavoro. Di fatto, il famoso talento è la somma di più fattori: doni innati, abilità, nozioni, esperienza, intelligenza, senno, atteggiamento, carattere e iniziativa. Ma se da un lato il talento può essere innato, l’agilità si sviluppa con l’esercizio e questo non solo su un piano sportivo. Senza l’impegno allora, il talento ha poco senso!
La grinta è una variabile essenziale per il Successo ed ha 2 componenti fondamentali: la passione e la perseveranza. È la continuità nel corso del tempo a fare la differenza. L’entusiasmo è, infatti, una cosa comune, la durata è rara.

Insegnate un interesse. Le persone sono estremamente più soddisfatte in un lavoro che corrisponda alla loro inclinazione personale. Le persone che hanno trovato un lavoro corrispondente ai loro interessi sono anche generalmente più soddisfatte della vita. Rendono meglio sul lavoro quando a quest’ultimo sono interessate.
Sebbene gli interessi possano essere un qualcosa di squisitamente personale, essi si scoprono solo parzialmente con l’introspezione. Si scoprono, in realtà, attraverso le interazioni con il mondo esterno. Senza sperimentazione è impossibile capire quali interessi siano destinati a durare e quali no. Gli interessi devono anche incontrare il sostegno da parte degli adulti significativi: genitori, insegnanti, compagni, allenatori, … Lo sviluppo di un interesse, quindi, richiede del tempo. Non abbiate fretta.

Oltre ad “insegnare” un interesse, occorre alimentare una passione. Le persone animate da una forte passione si applicano molto più a lungo delle altre e sono spinte verso il miglioramento continuo. Kaizen è il termine giapponese per indicare la resistenza contro il rischio di arenarsi, una volta raggiunto il plateau della curva di apprendimento.

Occorre, inoltre, prospettarsi degli obiettivi, via, via, crescenti e dedicare più tempo a quelle aree di “debolezza” o di miglioramento. A volte, la routine è fondamentale quando si tratta di fare cose difficili. Programmare la giornata, dunque, non è poi cosa tanto negativa.

In questa non facile corsa verso l’obiettivo, sarà normale incappare in errori. Ciò è quasi obbligatorio. Quindi, insegnate anche a sbagliare. Quando si compiono errori, l’insegnante, il genitore, l’ Istruttore, non dovrebbero perdere mai la calma. Anzi, all’inizio, dovrebbero incappare anche loro stessi in errori, sorridendo ed esclamando … hnnn, mi sono sbagliato! Sgridare, urlare o lanciare occhiatacce potrebbe far sperimentare la vergogna e la vergogna non serve a migliorare le cose.

 

Un altro passo è importante per creare il Successo. A tre muratori fu chiesto: cosa state facendo?
Il primo risponde: “ tiro su un muro”.
Il secondo risponde: “costruisco una chiesa”.
Il terzo risponde: “edifico la Casa del Signore”.
Qual’è la differenza? Il primo muratore ha un mestiere, il secondo una carriera, il terzo una vocazione.

Insegniamo anche la speranza. La speranza che anima le persone appassionate e determinate non ha niente a che fare con la buona sorte. “Sento che domani andrà meglio” è tutt’altra cosa da “Ho intenzione di migliorare il domani”. L’ottimismo può essere comunque appreso. Lavorare per edificare l’ottimismo è altra tappa importante. Gli ottimisti sono meno esposti a depressione e ansia, hanno migliori voti a scuola e all’ università e raramente interrompono gli studi. Da adulti, godono di migliore salute, hanno una più lunga aspettativa di vita e sono generalmente più soddisfatti delle loro relazioni.
Praticare l’ottimismo anche con le parole e con il dialogo interno. Esiste un insieme di aree nel sistema limbico che si attivano in risposta allo stress. Queste strutture sono regolate da aree superiori del cervello, come la corteccia prefrontale. Quindi, basta una valutazione, un pensiero, una convinzione per attivare queste strutture che inviano il messaggio “calma, niente panico, posso farcela”.

Oggi, forse, i bambini conoscono magari cosa è il successo, perché lo vivono direttamente o in modo indiretto, ne sentono parlare anche in TV ma il problema è che non sanno affrontare il fallimento. E allora, i no è le frustrazioni con le difficoltà che aiutano a crescere costituiscono una vera prescrizione o tappa obbligata. Diventano illuminanti e risonanti, quindi, quelle sfide che possono tirare fuori il meglio di noi stessi. Non è esporci ad un pericolo ma banalmente alla vita.

Infine, insegniamo e applichiamo la formula della mentalità di crescita: messaggi ottimistici + perseveranza nelle avversità, senza scordare l’importanza degli altri, del gruppo, dell’appartenenza e della competizione. Competere è un termine con accezione implicitamente positiva. Significa, infatti, “sforzarsi insieme”.

Come adulti siamo quindi anche “responsabili” del Successo dei nostri figli ma ricordate, sempre e comunque, che “i figli non sono mai molto bravi ad ascoltare i genitori, ma sono bravissimi ad imitarli”. (James Baldwin).

Tratto da: Grinta, il potere della passione e della perseveranza. Angela Duckworth. Giunti. 2017

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