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L’Ipnosi in Odontoiatria

Nonostante la grande disponibilità di farmaci ad uso locale e la relativa efficacia, l’ipnosi è oggi quanto mai attuale anche in odontoiatria.

L’ipnosi trova applicazioni non solo per gestire ansia e fobie dal dentista, ma anche e soprattutto per creare una vera e propria “alleanza terapeutica”.

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Il “Profile and Competence for the European Dentist” del 2005, raccomanda che i dentisti devono essere competenti nell’identificazione, nella valutazione e nel trattamento dell’ansia con metodi farmacologici e comportamentali. Inoltre, nel 2016, si è avuta ulteriore conferma di quanto sia rilevante l’utilizzo dell’ipnosi in ambito odontoiatrico, attraverso il Congresso Mondiale di Hypnodontics. In Germania, i dentisti certificati in ipnosi sono circa 1600!

M. Erickson ci ricorda, in ogni caso, che l’ipnosi è il risultato di una cooperazione e che può contribuire strategicamente a realizzare un setting adeguato anche dal dentista. L’ipnosi, ovviamente, va oltre la fiducia tra dentista e paziente e deve essere considerata anche come una forma di accudimento. L’ipnosi ericksoniana conversazionale si presta benissimo in ambito odontoiatrico: possono essere utilizzati aneddoti, metafore, implicazioni, uso delle domande, rispecchiamento, l’illusione di alternative, truismi, suggestioni, … Ancora una volta, quindi, si sottolinea l’ipnosi come tecnica di comunicazione interpersonale.

Queste precisazioni sono importanti per sfatare miti e leggende sull’ipnosi, in modo che pazienti e odontoiatri stessi, possano andare oltre la comune percezione dell’ipnosi, associata spesso a pratica magica!

In ambito odontoiatrico, sarebbe già strategico, eliminare la percezione del paziente, con una disposizione nascosta alla vista diretta, degli strumenti operativi, che richiamerebbero subito ala mente il timore del loro utilizzo. Sarebbe importante poi, costruire un “punto di fissazione” particolare e suggestivo sul quale il paziente potrà collocare la sua attenzione e che sarà utilizzato per l’induzione ipnotica. Potrebbe essere, per esempio, una piccola barchetta o un gabbiano in volo dipinti sul soffitto dello studio dentistico.

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Con l’ipnosi è possibile, quindi, ancorare al contesto le suggestioni utilizzate in modo che agiscano automaticamente anche durante le sedute successive del paziente. L’ambiente, dunque, andrebbe strutturato intelligentemente, poiché crea “assorbimento” utile all’induzione. I vari punti di fissazione oculare, quindi, potranno essere studiati e collocati nella sala degli interventi, in modo che il paziente, spontaneamente, posi la sua attenzione.

Tali accorgimenti ambientali si sono rivelati molto utili anche in altre situazioni in cui si è voluto influenzare il comportamento degli individui (nudge).

Il setting ipnotico dello studio dentistico comprende dentista, architettura, personale, strumenti, odori, suoni, colori, … Ognuno di noi ha ben in mente uno studio dentistico, con tutti i particolari. Proprio per tal ragione, l’induzione potrebbe iniziare dallo stesso ambiente. Occorre allora destrutturarlo, con opportuni capovolgimenti percettivi, rompendo schemi attesi e fornendo dei bersagli sui quali il paziente, spontaneamente, può collocare la sua attenzione, rendendoli utilizzabili per le induzioni e l’ipnosi conversazionale.

Particolarmente importante in questo lavoro è considerare il canale visivo, attraverso opportuni sfondi o stimoli; il canale uditivo, attraverso una musica o stimoli sonori appropriati; un canale olfattivo, eliminando odori sgradevoli consueti di uno studio dentistico; il canale cenestesico, prevedendo poltrone comode e avvolgenti, oltre che gradevoli al tatto; canale gustativo, elicitando sensazioni piacevoli attraverso l’utilizzo di colluttori adeguati.

Attraverso l’ipnosi, inoltre, si può agire sulla fobia per gli aghi utilizzati nella pratica odontoiatrica; per controllare il riflesso di salivazione (aumentandola o diminuendola); per limitare il sanguinamento, oltre che per il controllo del dolore; per gestire il riflesso del vomito.

L’ipnosi odontoiatrica ha trovato una sua specifica collocazione tra l’armamentario dei dentisti da oltre un secolo. Occorre superare, comunque, ancora le convinzioni e l’ignoranza diffusa su questo potentissimo strumento …

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