Tag: <span>investigazione</span>

CRIMINAL, Il nuovo Manuale per il moderno Investigatore del Crimine

I primi di Dicembre uscirà il nuovo Manuale per il moderno Investigatore del Crimine, a cura di Mirco Turco, con tanti Autori ed Esperti del settore, edito da Primiceri. CRIMINAL è un’opera imponente che raggruppa contributi specialistici del settore criminologico, di quello investigativo e della sicurezza, con particolare attenzione anche alla criminalistica e all’intelligence. 626 pagine ricche di contenuti, riferimenti pratici e spunti di riflessione che abbracciano la scienza forense, trasportandola sapientemente nei moderni scenari del crimine.

L’opera contiene l’importante prefazione del Prof. Francesco Bruno, colonna portante della Criminologia Italiana e i contributi di esperti che offrono, in un’ottica multidisciplinare, uno strumento chiaro, pragmatico ed essenziale per il moderno investigatore del crimine.

In anteprima, vi offriamo l’indice generale di CRIMINAL:

SEZIONE CRIMINOLOGIA

ELEMENTI DI ANTROPOLOGIA CRIMINALE

CRIMINE E FOLLIA

IMPUTABILITÀ E CAPACITÀ MENTALE NEL PROCESSO PENALE

CRIME SCENE INVESTIGATION

ELEMENTI DI MEDICINA LEGALE E FORENSICS PATHOLOGY

ELEMENTI DI CRIMINAL PROFILING

SETTE SATANICHE E CULTI DISTRUTTIVI

LA VITTIMOLOGIA, TRA CRIMINOLOGIA E INVESTIGAZIONI

SEX CRIMES

MAFIE ESTERE IN ITALIA

DELITTI IN FAMIGLIA

SEZIONE CRIMINALISTICA

ELEMENTI DI BPA- Bloodstain Pattern Analysis.

ELEMENTI DI ENTOMOLOGIA E GEOSCIENZE FORENSI

ELEMENTI DI MOBILE FORENSIC

ELEMENTI DI FONETICA E FONOLOGIA FORENSE

ELEMENTI DI BALISTICA FORENSE

ELEMENTI DI DATTILOSCOPIA FORENSE

ELEMENTI DI GRAFOLOGIA GIUDIZIARIA

ELEMENTI DI TOSSICOLOGIA FORENSE

SEZIONE INVESTIGAZIONE

LA RACCOLTA DI NOTIZIE, L’ INTERROGATORIO E LA TESTIMONIANZA

IL SISTEMA FACIAL ACTION CODING SYSTEM NELL’INVESTIGAZIONE E NELLA SICUREZZA

CRIME MAPPING

SEZIONE INTELLIGENCE

STORIA DI SPIE E SEGRETI

INTELLIGENCE E INVESTIGAZIONI DIGITALI

IL NOSTRO NATURALE REPERTORIO COME STRUMENTO DI

INTELLIGENCE APPLICATA

OPEN SOURCE INTELLIGENCE

COMPETITIVE INTELLIGENCE: ELICITATION

SEZIONE SICUREZZA

PSICOLOGIA, SICUREZZA E RISCHIO

PSICOLOGIA E DIFESA PERSONALE

STRESS, CRITICAL INCIDENT & STRATEGIC MANAGEMENT

DRONES & URBAN SECURITY

SECURITY AZIENDALE & RISK MANAGEMENT: UN APPROCCIO SOCIO-CRIMINOLOGICO

RICERCA E SVILUPPO


Conclusione

Una raccomandazione finale


Anteprima CRIMINAL, il nuovo Manuale

 

HIC SUNT DRACONES”

Mi piace molto questa espressione che, a quanto pare, veniva associata alle carte geografiche antiche per indicare le zone ancora inesplorate!

Si segnava così un confine, un limite quasi invalicabile. Al contempo, un avvertimento, un invito a fare attenzione. Sappi che fin qui ci sono le terre sino ad ora esplorate. Di là in poi inizia l’oscurità, il non ancora conosciuto, l’inesplorato e forse l’inesplorabile. Ma se tale locuzione può rappresentare in modo ammaliante un limite, è anche un vero invito, poiché i confini sono fatti, probabilmente, anche per essere oltrepassati …

Mi piace così pensare che oltre, esiste molto altro, indipendentemente dalle convinzioni, aspettative, pigrizie e speranze.

Hic sunt dracones ci apre verso nuovi orizzonti e ci rende ugualmente responsabili di decidere. O forse, è mera illusione, solo una carezza per la nostra anima, per il nostro ego e l’inevitabile onnipotenza!

A voi la scelta …

Questa brevissima nota introduce CRIMINAL, il manuale scritto in un periodo di forte restrizioni a causa della pandemia che ha disorientato menti, cuori e spiriti. Un’opera (ennesima! esclamerebbe qualcuno) realizzata grazie all’editore Salvatore Primiceri, che in primis, ha creduto nel mio progetto! Anche altri amici e professionisti si sono uniti, per dimostrare, anche in periodi di stallo esistenziale, che la mente è sempre attiva e che occorre fare sempre qualcosa in più, anche quando il tempo si impigrisce, quando gli scenari diventano funesti e quando la speranza sembra addormentarsi.

Quale cosa migliore, allora, se non quella di realizzare un libro, un manuale che abbraccia discipline suggestivamente complesse e affascinanti, che tocca temi arcaici e ugualmente moderni, con lo scopo nobile di dare un senso al comportamento umano e alla stessa esistenza. Un libro, come tanti altri, diventa uno strumento di conoscenza e di pratica scientifica, una nuova risorsa stimolante e motivante, un nuovo albero piantato con speranza …

L’approccio utilizzato nella stesura del nostro manuale è di tipo multidisciplinare, nella convinzione che il sapere dichiarato e democraticamente condiviso, possa essere solo un vantaggio e arrecare una vera spinta verso il progresso della scienza e dell’intera umanità.

Alcune ricerche mostrano che quando gruppi di persone sono impegnati in attività in cui sono fortemente concentrate, l’attività coerente delle loro menti si riflette sul comportamento degli RNG (generatori di numeri casuali), con momenti di ordine insolito dei dati. In questi momenti, gli esseri umani trascendono i propri limiti individuali!

Mi piace dare questa spiegazione, quanto mai eccentrica, quando ripenso a questo lavoro e soprattutto a coloro (quel gruppo di persone e menti) che hanno collaborato: un ringraziamento caloroso e sincero va al Prof. Francesco Bruno, leggenda vivente del mondo della Criminologia italiana; al Prof. Francesco Sidoti, che ad una prima lettura, ha definito il manuale “un’opera imponente”; ad Alessandra Abatelillo, avvocato, esperta criminologa e grafologa, per la sua elevata professionalità e sentita passione verso le scienze criminologiche; a Luigi Bisogno, che rappresenta una vera autorità nel campo della Dattiloscopia Italiana e anche oltre; a Federica Candelise, avvocato matrimonialista ed esperta in criminologia, con cui ho condiviso, da subito, un’ amichevole energia e una risonante fiducia; a Sabatino Coluccia, impegnato costantemente nel settore della Sicurezza Urbana attraverso quelle che mi piace poteticamente definire “macchine volanti” (droni); a Francesco Esposito, criminologo e ricercatore creativo, per aver inspessito il volume con argomenti, sovente, poco trattati e considerati; a Roberto Lazzari, per la puntuale competenza e amichevole collaborazione in un settore “esplosivo”; a Giuseppe Lodeserto, tra i maggiori esperti Italiani in Digital Forensics, a Marco Magliozzi, collega puntuale e attento conoscitore della Psiche umana; a Federica Perrucci, che con sana umiltà, amicizia e grande professionalità segue da sempre il settore criminologico e della sicurezza; ad Amira Radulescu, amica dell’est Europa e grande professionista impegnata in settori scientifici alquanto delicati.

Ringrazio poi, il potenziale lettore che esclamerà impronunciabili parole vedendo le circa 700 pagine che lo attendono … Ma in fondo, è proprio come si dice: chi scrive, ha un bisogno impellente di sbarazzarsi di qualcosa!

clicca sull’IMG per preordinarlo

L’efficacia comunicativa nella Criminologia e nell’Investigazione

La comunicazione è un processo complesso e diventa uno strumento strategico in alcuni contesti particolari, quali quello criminologico e investigativo. Una formazione adeguata in comunicazione diventa una tappa fondamentale per ogni esperto, che sia poliziotto, avvocato, investigatore, tecnico forense.

Essere efficaci significa, in primis, ottenere “un risultato” e nella criminologia e nell’investigazione tale risultato potrebbe essere: un’informazione chiave, una testimonianza, una collaborazione, … Per essere efficaci non basta però conoscere il proprio mestiere. Conosco molti professionisti che, per quanto bravi, peccano ad esempio di empatia, di ascolto, di attenzione o magari non riescono a gestire il silenzio. Tali fattori, in verità, assumono il peso principale durante una qualsiasi indagine. Per utilizzare strategicamente la comunicazione occorre essere dotati di una buona intelligenza emotiva e relazionale; cosa non scontata …

Un processo comunicativo efficace dovrebbe partire sempre e comunque da un aspetto banale, l’attenzione,  che rappresenta, al contempo, il primo gradino di una piramide di 10 scalini:

  1. L’attenzione. Siamo distratti e facilmente distraibili, soprattutto nella comunicazione. La nostra soglia d’attenzione è molto bassa e spesso cadiamo in fraintendimenti. Occorre essere “centrati” sulla persona con cui stiamo conversando.
  2. L’ascolto. Ascoltare è un’attività consapevole. Dobbiamo decidere di ascoltare che è diverso dal sentire. Ascoltare è un atto volontario ed è così importante che il motto della famosa Unità di Negoziazione in caso di Presa di Ostaggi di New York è proprio “PARLA CON ME”. Significa, banalmente, che tu parli ed io ascolto …
  3. Il Rispecchiamento. Il mirroring diventa strategico, soprattutto nelle prima fasi di una conversazione. Significa “imitare” intelligentemente l’altro nel modo di esporsi, negli atteggiamenti, nella comunicazione non verbale. Il mirroring è un’attività complessa e delicata e rappresenta una “danza” dell’intero processo con l’altro.
  4.  La Prossemica. Dimentichiamo di essere  animali e la gestione delle distanze durante la comunicazione, a volte, fa la differenza. Conoscere la prossemica e gestirla anche a seconda delle persone con cui ci rapportiamo e a seconda del contesto, diventa tappa obbligata.
  5. L’Assertività. Esprimere il proprio punto di vista, la nostra opinione, le nostre emozioni è un’abilità umana rilevante. L’assertività deve essere però praticata strategicamente e diventa uno strumento efficace per ottenere ciò che desideriamo.
  6. La Persuasione. Essere persuasivi non significa “avere carattere”, come spesso qualcuno intende. Esistono delle “regole” precise per esercitare la persuasione. Alcune di queste regole sono insite nella natura umana, ma vanno esplicitate e rese consapevoli, in modo da poterle utilizzare con successo.
  7. La Comunicazione Non Verbale. Esiste un vocabolario complesso, un “universo parallelo” della comunicazione e conoscerlo e saperlo gestire è fondamentale. Occorre però fare molta attenzione anche al contesto culturale e alla personalità.
  8. La Cronemica. In pochi sanno che il tempo influisce sulla comunicazione. Chiaramente, non in senso atmosferico! Il tempo è una variabile “strana”, che è influenzata anche dalla cultura, ma non solo. Comprendere il senso del tempo durante una conversazione è un’altra tappa importante.
  9. Il Simbolismo. Gli atti comunicativi hanno un “senso” simbolico ed un impatto forte sulle persone. Conoscere e gestire strategicamente i simboli che trasferiamo con il nostro atteggiamento e i gesti è un’arte profonda e delicata, ma di grande efficacia.
  10. Lo Stress Management. Comunicare è un’attività stressante e comunicare in contesti peculiari, quali quello criminologico e investigativo, lo è ancora di più. Conoscere lo stress, le fasi dello stress e saperlo gestire è quanto mai auspicabile.

Oltre a questi 10 punti strategici per comunicare efficacemente, nel contesto criminologico e investigativo è anche molto importante conoscere e utilizzare le strategie di negoziazione. Anche la negoziazione è un’arte che richiede impegno, studio e applicazione.

 

 

 

Crimini e nuove Tecnologie

La protezione dei sistemi informatici è ormai oggi un grosso impegno, non solo economico, per molte aziende e pubbliche amministrazioni. I sistemi informatici gestiscono ormai miliardi di dati e quindi miliardi di segreti industriali che, ovviamente, devono essere protetti e opportunamente gestiti. Il mondo di internet ha aperto, oltre a vantaggi palesi, anche migliaia di nuove problematiche proprio legate al concetto di sicurezza aziendale. Ogni organizzazione oggi possiede (dovrebbe possedere) una vera policy di sicurezza al fine di combattere attacchi interni ed esterni (inside e outside attack).
Esistono sostanzialmente due fronti di quello che è conosciuto come computer crime: gli hacker e gli insider.
Gestire la sicurezza aziendale oggi non è compito facile proprio in virtù delle molteplici minacce e della complessità intrinseca della materia.
Da un punto di vista teorico e pratico un sistema può essere considerato sicuro quando riesce a soddisfare alcuni principi:
• confidenzialità: accesso ragionato e protetto delle informazioni;
• disponibilità: possibilità di accedere ai dati;
• integrità: considerare il dato integro.

I crimini aziendali interni (insiders) sono molto insidiosi anche perché difficilmente denunciati alle polizie, al fine di proteggere l’immagine aziendale.
Gli attacchi inside comportano:
a) un danno primario: divulgazione dati sensibili
b) un danno secondario: perdita di immagine
Tali danni comportano ovviamente problematiche finanziarie.
Alcune ricerche condotte anche a livello internazionale mostrano che i crimini inside sono sostanzialmente maggiori rispetto a quelli outside e che, paradossalmente (ma non troppo) esiste poca consapevolezza e percezione del crimine/reato informatico.
Gli autori dei crimini informatici interni sono, inoltre, difficilmente rintracciabili ed hanno conseguenze allarmanti per tutte le organizzazioni. E’ importante sottolineare che il computer altera sostanzialmente la percezione del crimine (tecno-mediazione).
Alcuni modelli di criminal profiling e le indagini relativi evidenziano che la maggioranza di crimini inside è fatta da dipendenti celibi, di sesso maschile, con un’età di circa 30 anni. Le ragioni spesso sono: difficoltà finanziarie personali o familiari, vendette, insoddisfazioni lavorative (retribuzione, clima lavorativo, …), sensazione di non essere sufficientemente apprezzato dall’azienda, disturbi psichiatrici.
Ai fini della prevenzione e della lotta a tale criminalità, oltre ai riferimenti normativi (legge sul computer crime, privacy, …) occorre operare attraverso opportune strategie di analisi dei rischi e tramite una opportuna formazione tecnica, legale e psicologica. In ogni caso, il fattore principale di rischio è sempre quello umano!

CRIME ANALYST

CRIME ANALYST la mia ultima creazione

Il presente volume rappresenta un contributo pragmatico e stimolante per tutti coloro che intendono approfondire la materia criminologica, nei suoi aspetti investigativi, psicologici, giuridici. Ma non solo. È anche un supporto in termini di ricerca scientifica poiché affronta, al contempo, argomenti e tematiche legate alla sicurezza e al crimine “moderno”.

È rivolto anche ad appassionati del settore, studenti e Forze di Polizia che ogni giorno affrontano le diverse sfide lavorative e formative o di aggiornamento professionale.

L’opera sposa un’impostazione multidisciplinare e riflette la professionalità, le esperienze, le passioni e i valori eclettici degli stessi autori. CRIME ANALYST è un utile supporto, una guida chiara, uno stimolo innovativo per la Criminologia, l’Investigazione e la Sicurezza.

12

 

14686562_805983056210414_1924887198_n

 

14606347_10209591455036718_4132243432700187827_n

 

14642377_805929232882463_4288841968814232290_n
14689166_805983396210380_1979804320_o

 

 

14717200_10209591454316700_7725786495576979675_n

 

Investigation & Security: Riflessioni sul Sistema Facial Action Coding System

L’Analisi della Comunicazione Non Verbale è un’attività molto particolare e raffinata che può, se applicata scientificamente, risultare utile supporto in ambito Criminologico, Investigativo e della Sicurezza.

Da un punto di vista tecnologico si parla sovente di strumenti come il VSA che analizza “banalmente” lo stress vocale, la termografia che si concentra sul calore di alcune zone del viso, sino al poligrafo e la risonanza magnetica, sicuramente strumenti più evoluti ma spesso contestati per svariate ragioni, non solo scientifiche.

Identificare le intenzioni di un individuo semplicemente leggendo i messaggi del corpo è attività complessa e non banale. Se poi vogliamo anche capire se la persona mente o dice la verità, le questioni si complicano.

Comprendere se una persona mente o dice la verità non è cosa agevole e tale difficoltà, probabilmente, ha anche un senso evolutivo. Di fatto, secondo Mark Frank, del dipartimento di scienze comportamentali dell’Università di Buffalo,non siamo stati preparati dalla nostra storia evolutiva ad essere sensibili agli indizi comportamentali che potrebbero rivelare una bugia.”

crime-scene-30112_1280

Come esseri umani abbiamo un naturale repertorio che però può essere analizzato con una certa attenzione.

Se la probabilità di distinguere la verità da una menzogna è pari a circa il 50%, la conoscenza di tecniche e metodi di analisi verbale e non verbale, aumenta di molto la nostra probabilità di “cogliere nel segno”.

Secondo Ekman osservatori addestrati a cogliere gli indizi presenti sul volto,  sono in grado di individuare l’inganno con un 70% di accuratezza, che può arrivare fino al 100% se vengono tenuti in considerazione anche la gestualità e i movimenti del corpo. Tali conoscenze possono avere applicazione pratica ai fini delle investigazioni e quindi della Sicurezza?

Secondo le ricerche disponibili sarebbe possibile capire anche se una persona è pericolosa o meno affidandosi alla sola osservazione. In America, ad esempio,  il sistema Transportation Security Administration (TSA) è costituita da numerosi ufficiali addestrati a cogliere comportamenti sospetti o anomali tra i passeggeri. Questi esperti sono inclusi all’interno di un programma, chiamato Screening Passengers by Observation Technique (SPOT), in cui la metodologia impiegata per l’individuazione delle persone potenzialmente rischiose è l’osservazione.

Anche in Israele esistono persone altamente specializzate che si occupano di Sicurezza “solo” tramite lo strumento dell’osservazione. A tal proposito, occorre annoverare l’esistenza del sistema FACS-Facial Action Coding System, che sicuramente favorisce o può favorire il lavoro in settori molto delicati e peculiari.

Il FACS è un sistema di misura utilizzato per la decodifica delle emozioni, messo a punto da Ekman e Friesen nel 1978 che nasce con l’intento di studiare come le contrazioni dei muscoli facciali cambiano le sembianze del volto. Alcuni gruppi muscolari formano le Unità di Azione (AU) che determinano le espressioni facciali.

E’ interessante notare come le emozioni vengano espresse attraverso la mimica facciale. Ciò assume un ruolo fondamentale nella comunicazione e giustifica l’esistenza di un numero così elevato di muscoli adibiti a tale funzione. Così come spiega lo stesso Ekman, le espressioni possono essere manifestate in modo volontario o involontario e diversi ricercatori si sono concentrati proprio sullo studio della via volontaria ed hanno spiegato come questa si associ sostanzialmente al “mentire”.

 

Grazie al FACS gli autori hanno identificato le cosiddette “microespressioni”, ossia espressioni ultra rapide, della durata di meno di 1/5 di secondo, utilissime perché rivelatrici di ciò che la persona cerca, in un contesto specifico, di nascondere all’interlocutore.

Il nostro viso, pertanto, può mostrare:

  • L’emozione che si prova.
  • Mescolanza di emozioni.
  • Intensità delle emozioni.

Una micro-espressione si manifesta sul viso per circa ¼ di secondo, quindi, anche la durata della stessa e la collocazione durante una conversazione, diventano fattori discriminanti da considerare.

Ekman precisa che si possono leggere alcune espressioni emotive che denotano “pericolo” e che quindi vanno considerate attentamente in ottica Sicurezza. In alcuni esempi di cronaca, è stato possibile vedere le espressioni emotive di un attentatore tra i 5-20 secondi che precedevano l’estrazione di un’arma da fuoco, ad esempio. Ciò perché sarebbe ben identificabile una violenza premeditata da una violenza improvvisa.

Ancora, nella letteratura specifica si legge che la decodifica di alcune espressioni emotive e micro-espressioni è essenziale ai fini delle indagini.

L’investigatore sa per certo che ha piazzato una bomba in una chiesa frequentata da neri, ma non sa in quale, e l’arrestato rifiuta di rispondere alle domande. Ma la sua micro-espressione di gioia quando sente il nome di una chiesa che l’FBI sta per perquisire rivela che quello è un indirizzo sbagliato, mentre una micro-espressione di rabbia al nome di un’altra chiesa suggerisce che è li che ha piazzato l’ordigno. Esempio riportato dallo stesso Ekman. Procedure simili si utilizzano anche in Medio Oriente, per scoprire dove sono nascosti armi o ordigni esplosivi.

Occorre considerare alcuni dati di fatto. Sebbene non esistano segni inequivocabili nel mentitore, il carico cognitivo di chi inventa qualcosa è maggiore. Spesso chiedere al soggetto di raccontare la sua versione dei fatti al contrario potrebbe essere già sufficiente per smascherare qualche inganno.

In contesti criminologici e investigativi, secondo diverse ricerche, come quelle condotte da Vrij , dovremmo poter conoscere e utilizzare diverse tecniche e procedure che considerano:

  • indicatori verbali: Criteria Based Content Analysis –CBCA; Reality Monitoring technique –RM;
  • indicatori non verbali: Non Verbal Communication –NVC; Facial Action Coding System -FACS.

Realizzare un Modello Integrato che tenga conto dell’utilizzo di tecnologie e magari sistemi a reti neurali, delle conoscenze di psicolinguistica, nonché di modelli evoluti di profiling emotivo e sentimental analysis,  sarebbe una tappa strategica auspicabile importante per la Ricerca e la Sicurezza globale.

di Mirco Turco

Bibliografia essenziale.

Ekman P. (2015). I volti della menzogna. Gli indizi dell’inganno nei rapporti interpersonali. Giunti Editore.

Ekman P. Friesen W. (2007). Giù la maschera. Come riconoscere le emozioni dalle espressioni  del viso. Giunti Editore.

Turco M. (2014). Il sistema Facial Action Coding System nella Criminologia, nell’Investigazione e nella Sicurezza. Relazione evento formativo Forensics Group, Lecce.

CRIMINAL, Il nuovo Manuale per il moderno Investigatore del Crimine

I primi di Dicembre uscirà il nuovo Manuale per il moderno Investigatore del Crimine, a cura di Mirco Turco, con tanti Autori …

Anteprima CRIMINAL, il nuovo Manuale

  “HIC SUNT DRACONES” Mi piace molto questa espressione che, a quanto pare, veniva associata alle carte geografiche …

Soft Skills e Valore Umano

Le soft skills sono competenze trasversali molto richieste negli scenari moderni del lavoro e delle organizzazioni. Possono …