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L’Ipnosi nel controllo del dolore

L’ipnosi agisce sulle componenti del dolore, ovvero sulla componente fisiologica e su quella emotiva. Inoltre, numerosi studi dimostrano l’efficacia nell’aumentare la tolleranza al dolore, alleviando la componente sensoriale-discriminativa dell’esperienza e la componente motivazionale-affettiva. L’effetto analgesico dell’ipnosi è considerato specifico e non rappresenta semplice suggestione o effetto placebo! Sul piano neurochimico, inoltre, l’analgesia ipnotica non sembra essere mediata né dagli oppiacei endogeni né dall’ACTH.

Tali considerazioni importanti provengono da una serie di studi specialistici e ricerche di settore (ivi comprese le attività di ricerca- intervento e sperimentazione condotte dal sottoscritto in materia di analgesia e anestesia ipnotica in microchirurgia. cfr articoli nel presente sito), oltre ad approfondimenti diagnostici effettuati con svariate tecniche (SPECT, PET, RM, RMN, …). L’ipnosi, pertanto, agirebbe sul flusso ematico cerebrale di alcune zone cerebrali specifiche, sulla modificazione dell’attività di alcune strutture cerebrali, sui meccanismi spinali, oltre a quelli automatici e periferici.

L’ipnosi è in grado di “manipolare” con una certa chirurgica selettività le diverse componenti dell’esperienza dolorosa e se è indicata per il dolore acuto, lo è ancora di più per quello cronico. Essa veniva usata già nell’800 come unico anestetico in chirurgia generale. Oggi, però, è ancora limitata per scarse conoscenze e ostinato e inutile scetticismo!

Trova impiego nel dolore post-operatorio, nel dolore da parto, nel dolore odontoiatrico, nel dolore dei grandi ustionati, … è nel dolore cronico però che trova grande spazio, modulando anche positivamente i concomitanti risvolti psicopatologici (ansia, depressione), nonché la qualità del sonno e della vita in generale. Si può affermare con una certa convinzione scientifica che l’ipnosi, da sola o in associazione con altri farmaci, è in  grado di controllare la maggior parte delle sindromi dolorose croniche. Evidenze cliniche dimostrano l’efficacia dell’ipnosi mediamente nel 75% dei pazienti con dolore acuto e cronico, con applicazioni importanti non solo nel dolore post-operatorio, ma an che in quello “procedurale”, ovvero legato ad interventi invasivi e cruenti. Inoltre, si può utilizzare anche per una varietà di sindromi dolorose, che vanno dalla cefalee, all’artrite, ai disturbi gastrointestinali (cfr colon irritabile), al dolore neuropatico da Sclerosi Multipla, alla fibromialgia.

L’ipnosi non va considerata una panacea, ma comunque rappresenta uno strumento versatile preziosissimo per la gestione e il controllo del dolore, offrendo al contempo un valido aiuto alla soluzione delle complesse problematiche del paziente.

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