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Il Domani è Oggi

Il Domani è Oggi. 

Introduzione

Vi sembrerà strano, ma tutti, siamo puntualmente in ritardo!
Il nostro cervello, infatti, elabora le informazioni dopo qualche frazione di secondo dalla percezione degli stimoli che provengono dal mondo circostante. Quindi, che lo vogliate o meno, il rapporto con il tempo è comunque vincolato oltre ad essere squisitamente capriccioso e soggettivo.
Lo studio sul tempo e sulla tendenza a rimandare parte qualche anno fa, quando dovevo “inventare” una tematica nuova e affascinante per discutere la mia tesi di laurea in psicologia. Ironia della sorte, trovai però un docente universitario che per quanto entusiasta e interessato rimandava sempre i miei appuntamenti e il grosso rischio, per me ovviamente, era quello di procrastinare anche la mia data di laurea.
Fortunatamente o sfortunatamente, ancora oggi non sono in grado di dirlo, avevo la sensazione che il tempo trascorreva velocemente e il mio animo forse inquieto mi diceva, invece, – lo fa imperterrito ancora – che mi dovevo sbrigare!

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È assodato dirvi che cambiai tematica e quindi anche docente universitario! La mia priorità, il mio focus era laurearmi in una data precisa e non ammettevo procrastinazione alcuna.
L’anno dopo alla mia laurea, decisi di mettere nero su bianco il materiale che avevo ricercato con tanta sensata parsimonia e pubblicai il mio primo libro da un titolo alquanto improbabile: Procrastinazione Universitaria e Disorientamento Personale. Avrei voluto dedicarlo a quel professore ma fui diplomatico e lasciati perdere.
Sicuramente, se avessi studiato al tempo meglio strategie di marketing, avrei trovato un titolo differente!
Di fatto, in meno di un centinaio di pagine illustravo le ricerche internazionali sul tema della procrastinazione, ovvero della tendenza a rimandare, sottolineando, con velata enfasi che ognuno di noi, almeno una volta nella vita ha rimandato qualcosa: una decisione, un compito, un comportamento.
Chiaramente, l’impegno di tradurre e adattare le ricerche avvenute in altri Paesi non fu semplice ma la volontà si trasformò in spietata ostinazione, poiché mi accorgevo, progressivamente, che la tematica riguardava ognuno di noi, a trecentosessanta gradi e in ogni ambito; dallo studio, alla vita privata, a quella relazione, sino a quella lavorativa.

Antistress
Da quei primi studi ho ricavato anche altre due “leggi” importantissime e strategiche per le umane esistenze e per la mia:
1. Per ottenere dei risultati differenti occorre fare cose diverse ma soprattutto cambiare, in un certo modo, la nostra forma mentis.
2. Le persone, in generale, hanno una grande difficoltà nel cambiare e soprattutto devono sapere in che modo farlo. Tale difficoltà è così radicata che spesso non vogliamo mutare abitudini difettose o comportamenti che portano da nessuna parte, quasi fossimo orientati naturalmente al masochismo.

Qualcuno, sicuramente, potrebbe inneggiare a una o più solite originali leggi della motivazione, cioè che occorre, per forza, essere sufficientemente motivati ma ho scoperto, nuovamente, tra teorie e pratiche, che in talune occasioni non è solo questione di motivazione e che non possiamo sempre aspettare la vena giusta, l’ispirazione, la spinta proficua. Occorre essenzialmente iniziare!

Procrastinazione universitaria e disorientamento personale
Qualche anno più tardi, trasformai il mio primo saggio sulla tematica, in verità unica opera in Italia scritta sino a quel momento, in un secondo libro dal testo sicuramente più originale e ammagliante: Il Domani è mai: 29 modi per smettere di rimandare.
Ebbe, sin da subito, un discreto successo, poiché era un condensato di spiegazioni e argomentazioni sull’identità del procrastinatore, delineando un vero profilo o identikit ma soprattutto suggeriva in modo velatamente sottile e persuasivo come fare a smettere di rimandare.
Il destino o fato avverso o le stelle pigre, vollero che il testo si trasformò, per qualche insensata ed oscura legge del mercato, in un oggetto introvabile! E ancora oggi lo è, tanto che mi capita di ricevere alcune email o telefonate di persone che mi chiedono disperatamente il libro e mi ritrovo, mio malgrado, a rimandare ad altri tempi la spedizione!


Nel libro, suggerivo, inoltre, in modo ludico ma professionale, almeno 29 modi per combattere la problematica. La gente è attratta dai numeri o dalle statistiche, danno un senso di maggiore efficacia e stabilità!
Quando la gente mi chiedeva perché 29 modi? Bhè, perché ne avevo trovati 29 sino a quel momento e se avessi perfezionato meglio sempre il fatidico marketing, lo avrei sottolineato diversamente, magari con 69 sfumature per smettere di rimandare!
Sono giunto quindi alla conclusione di dover scrivere un nuovo libro, partendo proprio da quelli precedenti, ampliandone in modo pragmatico le argomentazioni e le soluzioni.

Il Domani è Oggi presume arricchire il versante cognitivo, emotivo e motivazionale del lettore che si trova, suo malgrado, a identificarsi proprio con il procrastinatore.
È un libro ugualmente utile agli altri, a tutti, poiché enfatizza una costante della vita, ovvero il tempo, nella sua percezione oggettiva e soggettiva, nel suo vissuto e nel suo scorrere creativo, indeciso o convinto.
Per quanto la fisica, da Einstein in poi, consideri il tempo un’illusione ostinata, la ricerca neuroscientifica ci dice che tutti gli esseri viventi possiedono un “senso” del tempo ed è proprio questo che conta ed ha, indiscutibilmente, un immenso valore magico.

In fondo, il tempo è proprio una cosa buffa! Oggi c’è e domani pure ma, a volte, non c’è né oggi né ci sarà domani.
Dove andrà mai? Cosa mai avrà da fare? Strana sorte quella del tempo. A volte, è poco, altre volte troppo; è mutevole… cambia e cambia ancora, gioca, si ferma, corre, si eclissa, riparte.
Forse, un giorno, ce ne sarà abbastanza per comprendere che era con noi e per noi ma che, ormai… si è perso!

Il tempo

PSICOLOGIA

Ipnosi Ericksoniana Mirco Turco

Ipnosi in Medicina: analgesia e anestesia ipnotica

Ipnosi Medica: analgesia e anestesia ipnotica


Una definizione di ipnosi non è semplice o, probabilmente, sarebbe alquanto pragmatico partire da ciò che non è ipnosi. Dalle prime definizioni di Braid, alle precisazioni psicosomatiche, da Freud a Fromm, da Erickson sino alle definizioni “dinamiche”, arrivando alle recenti conferme neuropsicologiche. L’ipnosi non è suggestione né semplicemente un’alterazione dello stato di coscienza. L’ipnosi è una forma di comunicazione profonda e autentica, attraverso la quale la persona accede più facilmente a parti di sé altrimenti sopite, taciute, strategicamente velate. E’ una forma elettiva di comunicazione e sicuramente è anche uno stato di apprendimento inconscio. L’ipnosi è modificazione transitoria di stati fisiologici e di sensazioni, di percezioni, pensieri, memorie e comportamenti.


Durante l’ipnosi si assiste ad una modificazione temporanea e funzionale delle sensazioni, delle percezioni, dei pensieri, della consapevolezza, della memoria e dei comportamenti. La trance ipnotica è strettamente correlata alla fisiologia ed alla struttura del sistema nervoso centrale ed autonomo ed è connessa con tratti personologici, con le aspettative del soggetto, con il contesto e con la qualità della relazione con l’ipnotista.

L’ipnosi e la terapia ipnotica appaiono approcci strategici per la risoluzione di svariate problematiche psicologiche ed al contempo costituiscono anche strumenti elettivi nella pratica medica in generale e in medicina di urgenza, chirurgia, ostetricia, odontoiatria, malattie gravi (es. cancro). Questo versante però è ancora poco conosciuto e diffuso in Italia. Esistono, inoltre, evidenze sull’applicabilità dell’ipnosi nella terapia antalgica, nell’analgesia e nell’anestesia.
I primi studi sul “controllo del dolore” e ipnosi possono essere attribuiti ai coniugi Hilgard intorno alla fine degli anni ’70, che dimostrarono come i livelli di anelgesia possono essere correlati al grado di ipnotizzabilità dei soggetti. Essi stessi dimostrarono che l’effetto analgesico raggiungibile mediante ipnosi non è semplicemente riconducibile all’effetto placebo o ai fenomeni di analgesia da stress o ansia o paura, né dipende dalle endorfine e non è reversibile con antagonisti degli oppioidi (naloxone) e non è legato neanche a modulazioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene ma è, in realtà, un effetto specifico.
Lo stato ipnotico determina alcune modificazioni nelle strutture deputate al controllo cognitivo in grado di rendere “indisponibili” alla coscienza ordinaria alcuni processi. L’osservatore nascosto, ovvero una parte dissociata dell’io, rimane, comunque attiva.

scelte
Nel 1994 l’Associazione Internazionale per lo studio del dolore definisce il dolore come esperienza mentale. A tal riguardo, è accettato che l’ipnosi svolga un ruolo attivo e pragmatico proprio nel controllo del dolore, ad esempio, a partire da strategie di defocalizzazione dell’attenzione. Essa agisce sull’agente lesive e sull’area interessata ma anche sull’ansia derivante. La condizione ipnotica sarebbe in grado di modulare dei sistemi sensoriali afferenti, sopprimendo anche alcuni riflessi segmentari locali. Essa è, comunque, legata al livello di ipnotizzabilità del soggetto.
Studi sulla riduzione del dolore in pazienti adulti, effettuati attraverso meta-analisi e approfondimenti statistici, dimostrano, ad esempio, che le tecniche ipnotiche nel controllo del dolore ischemico sono molto efficaci: soggetti altamente ipnotizzabili, infatti, presentavano un aumento della tolleranza al dolore del 113% verso un incremento di tolleranza del 26% in soggetti scarsamente ipnotizzabili.
L’ipnosi sarebbe idonea per alleviare la componente sensoriale discriminativa dell’esperienza dolorosa oltre alla componente affettiva.

Andrebbe precisato che l’ipnosi è utilizzata a livello mondiale per il trattamento del dolore operatorio e post-operatorio, per agevolare procedure diagnostiche o terapeutiche dolorose, per il dolore iatrogeno, per il dolore da parto, il dolore odontoiatrico, il dolore da ustioni, lombalgia, fibromi algia, sindrome dell’arto fantasma, cefalee croniche primarie, dolore oncologico e disturbi associati, …

Da un punto di vista operativo, l’analgesia ipnotica, poco conosciuta, potrebbe essere considerata come avente natura non endorfinica, non oppiacea, ovvero neurale. L’ipnotismo ericksoniano sembra avere effetti più rapidi e profondi rispetto a forme di rilassamento jacobsiano.
Altri studi specialistici raggruppano gli effetti prodotti dall’anelgesia/anestesia ipnotica:
dissociazione funzionale centrale sul neopallio , anzi, doppia dissociazione, a livello sia della corteccia somatosensoriale primaria, sia delle classiche aree limbiche corticali, come suggerito dalla variazione degli EEG in analgesia ipnotica a livello di onde gamma (32-100 Hz) relative allo scalpo prefrontale; inibizione spinale discendente sul riflesso nocicettivo R-III, inibito per 2/3, con percezione del dolore ridotta a 1/4; reinterpretazione cognitiva dell’esperienza dolorosa; disattivazione autonomica centrale, evidenziata in pupillometria ;inibizione delle capacita’ propriocettive generali, come il senso della posizione ; alterazione della mappa del dolore, con modifica sia della percezione dello stimolo algogeno sia della sua localizzazione; effetto soverchiante il placebo, e basato su meccanismi neurali differenti da quelli implicati nei processi di distrazione o di riduzione dell’attenzione; variazioni del flusso ematico a livello corticale e cingolare (subcorticale), come rivelato dalla PET su pazienti ipnotizzati sofferenti di fibromialgia; coinvolgimento dei centri corticali cingolati nella modulazione del dolore acuto e cronico; coinvolgimento corticale anteriore e cerebellare posteriore se si usano suggestioni di aspettativa e di certezza nell’analgesia; coinvolgimento corticale mediano e ippocampale se si usano suggestioni ansiogene di incertezza sul dolore.
Evidenze elettroencefaliche mostrano come la condizione ipnotica produce una riduzione dell’attività funzionale emisferica sinistra ed una implementazione di quella emisferica destra. La riduzione dell’attività corticale prefrontale sembra essere una caratteristica di tutti gli stati alterati di coscienza.

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Sessione di Ipnosi Ericsoniana di Gruppo

Sarebbe altrettanto rilevante, per una ipnosi efficace, l’interazione tra ipnotista e soggetto che produrrebbe cambiamenti anche di natura psicofisiologica. Si parla, infatti, di sincronia interattiva e comportamentale (es. posture, movimenti, respirazione, attività elettromiografia).
Esisterebbero, dunque, chiare basi neuro anatomiche e fisiologiche degli aspetti relazionali determinanti per la riuscita ipnotica. Il meccanismo che consente di cogliere l’esperienza mentale altrui è giustificato, infatti, dall’esistenza di un complesso circuito neuronale (sistema specchio).
Attraverso studi di neuroimaging si è provato che durante l’ipnosi, sia rileva un’ importante attivazione a livello di aree corticali occipitali, parietali, precentrali, prefrontali e della corteccia cingolata. Le suggestioni ipnotiche per modulare il dolore modificherebbero, inoltre, l’attività cerebrale in regioni direttamente implicate nella percezione del dolore.
La più “semplice” delle ipnosi neutre è in grado di modificare, tra l’altro, l’assetto intrapsichico associato a cambiamenti cenestesici (calore, pesantezza, etc.) oltre a evidenti modificazioni vegetative. Infine, soggetti altamente ipnotizzabili presentano livelli liquorali più elevati di Acido Vanilmandelico, principale catabolita della dopamina e della Cometil Transferasi.

Gli studi, le ricerche e le sperimentazioni condotte negli i ultimi cinquant’anni, dimostrano che l’ipnosi è in grado di ridurre o eliminare un vasto numero di dolori, sia sperimentalmente (dolore ischemico, da pressione, da freddo, da caldo, da stimolazione elettrica), che clinicamente. L’ipnosi, infine, si è dimostrata inequivocabilmente superiore ad altre tecniche psicologiche, come la distrazione e il biofeedback.

“Tutto ciò che è incomprensibile non per questo cessa di esistere” (Pascal)

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Fase del procedimento ipnotico.

Fonte: Mirco Turco. Rivista Ordine Psicologi Puglia.

Il Vostro TERMOMETRO DELLO STRESS

 

Il vostro Termometro dello Stress

Gli antichi Greci credevano che l’agitazione, le palpitazioni, l’affanno tipici di una condizione di stress dipendessero dagli dei, che li invitavano agli uomini per vendicarsi di essere stati trascurati! Sarebbe alquanto affascinante ma, purtroppo, non è così …

Lo stress è una forma di adattamento ed è anche strategico per la vita degli esseri umani come per gli altri animali. Non è sicuramente una malattia ma può causare serie problematiche psicofisiche se non riconosciuto o se “supera” alcuni livelli. Oggi, sappiamo che elevati livelli di stress protratto possono addirittura modificare il DNA!

Di seguito trovi un piccolo e pratico “termometro dello stress”. È composto da 12 sintomi psicofisici. Rispondi con quale frequenza si sono manifestati negli ultimi 3 mesi.
Molto frequentemente: 6 punti
Frequentemente: 5 punti
Talvolta: 4 punti
Raramente: 3 punti
Molto raramente : 2 punti
Mai: 1 punto


1. Impossibilità di addormentarsi o di dormire senza interruzioni
2. Mal di testa o dolori alla testa
3. Indigestione o nausea
4. Sentirsi stanco, esausto senza apparente motivo
5. Tendenza a mangiare, bere, fumare più del solito
6. Diminuzione del desiderio sessuale
7. Mancanza di respiro o senso di vertigine
8. Diminuzione o aumento dell’appetito
9. Tremori muscolari
10. Sensazione di avere punture, fitte sul corpo
11. Sensazione di non avere voglia di alzarsi dal letto la mattina
12. Tendenza a sudare o sensazione che il cuore batta forte

Dopo aver fatto la somma, se avete ottenuto un punteggio superiorere a 36, forse è il caso di fermarsi e di approfondire!

A seconda del livello di stress, esistono strategie o piccoli esercizi che possiamo fare per ridurre la nostra “soglia”. Tra questi, imparare e applicare la “Formula 6+2=8” potrebbe già essere risolutivo. Rallentate la vostra respirazione e cercate, con l’allenamento, di Inspirare per 6 secondi, Bloccate il respiro per 2 secondi ed Espirate per 8 secondi. È sufficiente ripetere questo esercizio per soli 10 minuti, magari la mattina e prima di andare a dormire. Ma per credere, dovete e potete provare! Allenatevi prima in un posto tranquillo, assicurandovi di non essere disturbati. Vi garantisco che dopo un po’ riuscirete a rilassarvi anche nel traffico!

Intelligenza corporea e Benessere

INTELLIGENZA CORPOREA E BENESSERE

C’è un’intelligenza diversa in noi esseri umani, che va oltre il saper ragionare o risolvere i problemi. È qualcosa che non dipende dallo studio né da un particolare talento ma è banalmente un nostro patrimonio che deriva da svariati e risonanti secoli di evoluzione.

Mi riferisco all‘intelligenza corporea! L’intelligenza corporea  ci dice che se per 8 ore al giorno siamo curvi sul nostro pc e non alziamo mai il capo, il nostro umore sarà depresso e i pensieri negativi aumenteranno; intelligenza corporea è quando con in mano una tazza calda, diventiamo normalmente più cordiali; intelligenza corporea è considerare una relazione interpersonale più “instabile” quando, parlandone,  stiamo magari seduti su una sedia traballante!

Il corpo ha le sue ragioni quindi ed occorre, in chiave benessere, ripensare al corpo! Vi è forse una sopravvalutazione del pensiero e noi non siamo solo i nostri pensieri, per fortuna! Alcune problematiche, infatti, sussistono quando ci identifichiamo troppo con taluni pensieri, tralasciando, di fatto, qualcosa di strategica rilevanza: le sensazioni corporee e l’intelligenza corporea!

Quando vi sentite depressi l’unica cosa da fare è muoversi! Fate una passeggiata, percorrete strade nuove e l’umore ne gioverà, inoltre, diventerete più creativi! Un’altra cosa che sapientemente potete fare è saltare!  I movimenti verso l’alto fanno bene all’umore …

Ricordatevi di sorridere! Se la prima volta può essere uno sforzo, riprovate due, tre, cinque volte. Il corpo reagirà presto con una scarica neurochimica che vi farà cambiare umore poiché, di fatto, state cambiando stato fisiologico. Ridere è poi contagioso e lo sanno bene anche i nostri cari illuminanti neuroni specchio! Anche questa è intelligenza corporea.

Coltivate l’ottimismo, poiché avrete migliori risposte immunitarie. Camminate nella natura poiché questo faciliterà l’interruzione dei pensieri ossessivi; ascoltate musica poiché contribuisce a ridurre la pressione sanguigna; cantate e scioglierete i noduli alla gola … Di tanto, in tanto, stringete un pugno, poiché questo semplice gesto potrebbe accrescere in voi costanza e determinazione!

Pratichiamo allora l’intelligenza corporea!

Il corpo manda sempre dei messaggi ed esiste un vero e proprio “linguaggio segreto”. La frustrazione e la rabbia logorano il fegato e lo stesso organo, in caso di malfunzionamento, può provocare difficoltà cognitive, insonnia e irrequietezza.

La ruminazione ossessiva causa, alla lunga, sofferenza cardiaca; l’eccesso di impulsività determina una maggior propensione a sviluppare ulcera peptica; ansia e apprensione hanno ripercussione sui globuli bianchi; nutrire sentimenti negativi causa ipertensione … Se siete fatalisti, la vostra risposta alle infezioni sarà meno efficiente; il colesterolo hdl aumenta se siete particolarmente animosi nelle discussioni; l’insoddisfazione personale potrebbe aumentare il reflusso esofageo e se soffrite spesso di emicrania muscolotensiva, liberatevi di rabbia, ansia e senso di abbandono! La collera e la paura vi porteranno a maggiori problemi muscolo-scheletrici.

Insomma, assumere una nuova formamentis centrata sull’intelligenza corporea è tappa obbligata per riconoscere e gestire strategicamente lo stress e le altre problematiche conseguenti. Riconsideriamo il nostro corpo, affidiamoci ad esso e … fidiamoci!

 

Certificare il Fattore Umano Mirco Turco

Antistress CARDS

antistress cards

Alcune cards per te in ottica ANTISTRESS e per il tuo Benessere! Ogni card ha una sua immagine evocativa con lo scopo di creare una vera e propria mappa mentale ANTISTRESS … Vi consiglio un utilizzo quotidiano. Potete portare con voi, ovunque, una o più card! Ovviamente, per scoprirne il “senso”, leggete Unique Antistress Experience!

 

Strane storie di Anime Dannate

Strane storie di anime dannate.

Qualche tempo fa, lessi una descrizione di un caso, molto peculiare, fuori dal “clinico ordinario” …
( …) la paziente negava l’esistenza di alcuni parti del corpo, ma anche della realtà esterna, di Dio e del Diavolo; riteneva di non avere lo stomaco e, di conseguenza, di non avere bisogno di nutrirsi. L’ammalata sviluppò, successivamente, la convinzione di non poter più morire di morte naturale e di essere “dannata” per l’eternità.
L’immortalità era concepita dalla paziente con un significato negativo di condanna e pena. A volte, riteneva di non avere un nome, di non essere mai nata e di non avere avuto mai un padre o una madre. Nella fase finale della malattia, la paziente sembrava distaccarsi progressivamente da tali deliri e raccontava i propri vissuti senza alcuna partecipazione affettiva. L’esito finale era una sorta di cronicizzazione e di deterioramento mentale.
Tale descrizione non esce da un film originale, ma è la sintomatologia di un disturbo grave chiamato “delirio di negazione” o “delirio nichilistico” o sindrome di Cotard, dal nome di un neurologo francese che la studiò. E’ una rara condizione clinica, identificata e diagnosticata, ad oggi, appena un centinaio di volte, in cui i pazienti negano l’esistenza del proprio corpo e, a volte, della propria anima, o del proprio nome o dell’età. Sostengono di esseri morti, di sentire l’odore della propria carne in putrefazione, … La negazione si estende sovente alla realtà esterna, al mondo e all’universo. I pazienti affetti da tale patologia sono realmente convinti delle loro affermazioni! Dopo un primo momento di forte angoscia, segue una fase di impoverimento, nella quale le proprie visioni o i propri deliri non sortiscono più alcuna reazione di tipo emotivo.
La sindorme di Cotard può manifestarsi nella depressione, in alcune forme di schizofrenia o a causa di problematiche di tipo neuro-psicologico.
Oltre a tale condizione “bizzarra”, possono esistere altre alterazioni simili quali la sindrome di Capgras, caratterizzata dalla convinzione che una persona familiare sia stata sostituita da un sosia; la sindrome di Fregoli, che consiste nel riconoscere in estranei la stessa persona; l’intermetamorfosi, in cui il paziente crede che le persone a lui vicine, cambino spesso identità mantenendo però lo stesso aspetto; la sindrome del doppio o paramnesia duplicativa, in cui il malato può ritenere, ad esempio, che la casa dove lui abita, non sia la sua, ma una identica.
… Strane cose accadono, a volte, dentro di noi e intorno a noi!

Vi spiego perchè Emotional Suite funziona

Vi spiego perché Emotional Suite funziona …

In appena due mesi di attività, per 2 volte a settimana, negli incantevoli spazi del Vivosa Resort, sede della prestigiosa Antistress Academy, quasi 100 persone provenienti da più parti d’Italia e d’Europa, hanno “provato” Emotional Suite, un connubio perfettamente armonico tra natura, suoni, colori, arte.
Il 100% delle persone si è espresso positivamente in merito a questa esperienza antistress, sovente definita “inconsueta ed affascinante”, ad alto impatto emotivo. Inoltre, nel 100% dei casi si è registrato una diminuzione della pressione e della frequenza cardiaca.

Emotional Suite funziona perché:
– Le persone (quasi tutte) amano la musica e sono “affascinati” dai colori. Il colore ha un elevato impatto emotivo, inoltre, viene percepito ed elaborato dal cervello prima della forma.
– Non è importante che la persona parli o esponga i suoi problemi. L’inconscio lavora automaticamente “senza alcuno sforzo”!
– L’esperienza emozionale ed antistress dura poco: solo 16 minuti. Questo è in armonia con la convinzione diffusa delle persone di avere poco tempo per rilassarsi o dedicarsi al proprio benessere o con la percezione di non avere tempo in generale!
– È un’esperienza immediata. La persona riceve subito un feedback oggettivo (parametri fisiologici) e ciò piace alla nostra parte razionale. Inoltre, la stessa si esprime liberamente lasciando sfogo a ciò che è emerso, alle emozioni e sensazioni, sino all’interpretazione del quadro e della musica (parte emotiva e narcisistica).
– Emotional Suite funziona come pratica antistress ma anche come “spinta motivazionale”. Alcune persone hanno riferito di sentirsi “più cariche” …

Altre considerazioni importanti possono essere fatte sulla base dell’analisi dei risultati:
– Le persone con livelli di pressione più alta, tendono a preferire il quadro blu (di fatto, l’unico antistress).
– Le persone con livelli di pressione bassa, tendono a preferire il quadro rosso o quello viola.
– Chi mostra livelli elevati di stress tende a “concretizzare” i quadri, ovvero a dare una forma specifica o un significato, al contrario delle persone più rilassate che sembrano tollerare maggiormente l’astratto e l’indefinito. Tali considerazioni sono in armonia con gli studi scientifici in materia di difesa/facilitazione percettiva.

Emotional Suite dimostra che praticare un’attività antistress ben congeniata ma di fatto semplice, anche per pochi minuti, può essere altamente efficace per ridurre i livelli di stress e di ansia.

Per saperne di più …

Unique Antistress Experience, il nuovo manuale Antistress

 

 

Se dovessi spiegare cos’è lo Stress, probabilmente esordirei sostenendo che è … una cosa importante per la nostra vita!
Ogni volta che dobbiamo adattarci, ad una nuova situazione, ad una persona, ad un differente momento della nostra esistenza, sperimentiamo, per fortuna, stress. Lo stress, quindi è legato al normale processo di adattamento.
Dovendo continuare ancora nella “spiegazione”, parlerei, successivamente di 3 animali: il pesciolino rosso, l’aragosta e la zebra. Non mi piacciono i pesciolini rossi, gradisco le aragoste e sono juventino … ma non è questo il reale motivo!
I pesciolini rossi sono molto più “attenti” di noi esseri umani. L’attenzione è qualcosa di strategica importanza per il nostro benessere. Le aragoste (oltre ad essere saporite) utilizzano lo stress per crescere, per svilupparsi. Le zebre, non soffrono di ulcera, perché si stressano solo quando serve!
Scendendo maggiormente in profondità, sosterrei, inoltre, che spesso sopravvalutiamo i nostri pensieri e le nostre preoccupazioni. Non siamo solo i nostri pensieri! Questo significa che dobbiamo “riappropriarci” del nostro corpo!

… oltre alle spiegazioni, però, affermerei che esistono tecniche e metodi antistress, anche molto più semplici e pragmatici di ciò che si possa sperare … Vi rimando, quindi, al mio libro UNIQUE ANTISTRESS EXPERIENCE, Primiceri edizioni, che nasce dalle teorie ma soprattutto dalle pratiche! I metodi proposti sono anche frutto della passione e delle expertices di esperti internazionali provenienti da altri settori: golf, meditazione, mindfulness, alimentazione.

Circa 100 pagine di consigli, curiosità, tecniche, raccolte sapientemente in un formato “smart”, facilmente consultabile e trasportabile, quindi antistress! Quasi pronta anche la versione in inglese.

Vi rimando alla prima presentazione che avverrà al Wellbeing International Meeting Point (settembre 2017) presso il Vivosa Resort, sede della mitica ANTISTRESS Academy.

Buona lettura!

www.primicerieditore.it

Paola Di Giambattista
Myra Evans
Simon Elliott
Mirco Turco

Che cos’è Emotional Suite

Che cos’è Emotional Suite?


Emotional Suite, è un progetto ideato in ottica wellbeing, con lo scopo principale di ridurre in modo significativo i livelli di stress percepito/vissuto dalla persona. Nasce dall’esperienza professionale in ambito stress e antistress, in contesti lavorativi e nel settore turistico-ricettivo e dalla necessità di combinare tecniche psicologiche all’arte e la musica.
Emotional Suite è uno spazio in cui colori, forme, arte, suoni, musiche si incontrano e si mescolano magicamente, come un connubio pragmatico tra cromoterapia e musicoterapia, portando il fruitore, progressivamente, a vivere uno stato emotivo esplorativo, rivalutativo e direi simil riabilitativo.
I 5 quadri, tele in acrilico e malta, realizzate secondo un personale approccio definito “time action painting” (https://www.mircoturco.it/time-action-painting/) sono disposte in sequenza, creando un naturale “percorso emotivo” sino ad uno stato di rilassamento. Per tre tele con i colori prevalenti (rosso, viola, azzurro) sono abbinate delle musiche volte a smuovere prima l’animo umano, le emozioni, i ricordi, per poi condurlo progressivamente in uno stato di maggior quiete, rilassamento psicofisico, armonia, tranquillità.
Il percorso esperienziale viene suggellato dalla misurazione dei livelli di stress e nello specifico vengono anche controllati la pressione arteriosa e i battiti cardiaci (prima e dopo) per avere una evidenza oggettiva sulla praticità e utilità del percorso.


In Emotional Suite, è importante quindi fermarsi, respirare consapevolmente, vivendo pienamente le emozioni, tra ricordi, suoni, colori che hanno un alto impatto psichico:
Rosso: eccitazione attività, entusiasmo, affettività, forza
Viola: trasformazione, mistero, ricerca, fascino, suggestione
Blu: rilassamento, calma, serenità, armonia, appagamento.

Musiche abbinate alle 3 tele principali:
– La frequenza dei ricordi
– Time
– Weight less
I 2 quadri aggiuntivi, senza musiche abbinate, rinforzano l’esperienza estetica del fruitore ed hanno lo scopo di attivare ulteriormente l’inconscio della persona: una tela grigia e una marrone.
Grigio: maturità, dignità, intelligenza ma anche blocco o spinta all’azione.
Marrone: materia, simbolismo materno, rigenerazione abbandono, interiorità, accoglienza.
Sequenza tele nel percorso Emotional Suite.
1. Me-Te-Ora senza fine
2. Il tempo di nessuno
3. Lavaggio dell’anima
4. Reset
5. La pazienza del tempo
L’esperienza antistress ha una durata di circa 20 minuti, oltre il tempo dedicato alla misurazione dei livelli di stress e ad uno scambio di feedback post esperienza.
I partecipanti parlano di “esperienza interessantissima, emotivamente toccante, rilassante e inconsueta”, inoltre, si registra una riduzione significativa dei livelli di pressione e dei battiti cardiaci.
“Ho voluto fortemente Emotional Suite, poiché come psicologo credo molto in un approccio antistress alla vita e come artista perché credo nell’efficacia terapeutica dei colori e dei suoni. Inoltre, penso che indipendentemente dalla nostra volontà, credenze, convinzioni, speranze … sono sempre le emozioni a guidare la nostra vita”!!!

Time Action Painting

 

Benessere a Scuola

Quando si parla di “benessere” a scuola si può intendere quell’insieme di comportamenti, pratiche e metodologie …

Commitment e Pubblica Amministrazione

Il Commitment è l’insieme di comportamenti di impegno, motivazione, senso del dovere, appartenenza e responsabilità …

Girovagamente. Il n. 4 con una edizione speciale

Il nuovo numero di Girovagamente esce con una edizione speciale dedicata allo stress. Contenuti scientifici, ma pratici e …