Categoria: recensioni

L’Ottimismo del Diavolo: dagli archetipi di Jung al daimon

rif.to: INTERVISTA di L. Cacciatori

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Dall’uscita del romanzo di Mirco Turco, L’Ottimismo del Diavolo, Primiceri editore, non è passato neanche un anno e continua a ricevere molti feedback positivi e recensioni entusiasmanti. “È un romanzo che ho divorato tutto d’un fiato; è un romanzo imperdibile e sorprendente; …” sostiene qualcuno. Ma lo stesso autore continua a definirlo sempre e comunque un “thriller terapeutico”. Se la nota Criminologa Roberta Bruzzone, parlò sin da subito di un “imperdibile viaggio nella parte più oscura e profonda dell’animo umano che è presente in ognuno di noi magistralmente descritta da Mirco Turco …”, oggi, a distanza di qualche mese, lo stesso autore si sbilancia un po’, spiegando alcuni retroscena ulteriormente affascinanti.

Le storie descritte e narrate ne L’Ottimismo del Diavolo sono abitate da svariati personaggi e figure che, di fatto, richiamano le immagini archetipiche individuate da Jung. Ciò avviene, a volte, anche in altre storie, nel cinema quanto nella letteratura.

Gli archetipi sono presenti con la stessa simbologia nell’inconscio di ogni uomo ed è anche abbastanza facile per sceneggiatori e scrittori, a volte in modo del tutto inconsapevole, utilizzare tali “figure”, calandole proprio nella narrazione. Anche nel cinema e in diversi film, i personaggi emblematici si rifanno alle stesse immagini archetipiche elaborate da Jung.

Lo stesso “processo” è accaduto nel romanzo L’Ottimismo del Diavolo, dove vi è una vera e propria escalation tra personaggi, dinamiche, storie, misfatti, soluzioni e quindi immagini archetipiche. Si giunge, infatti, anche alla tappa finale che rappresenta non solo la “soluzione” del thriller, ma anche e soprattutto una vera e propria evoluzione della personalità dell’apparente protagonista. Nel romanzo troviamo quindi tutti gli archetipi, che man mano, si mostrano al lettore, ora camuffandosi, ora confondendosi, destando sospetti, dubbi, sino a rivelarsi completamente.

L’Ombra è un archetipo costituito dagli istinti animali, è la parte inferiore della personalità ed è la somma di tutte le componenti psichiche personali e collettive che non sono integrate e determinano, inconsciamente, tendenze contrarie. L’Ombra impersona tutto ciò che il soggetto rifiuta di conoscere, ma che si ripresenta costantemente in alcuni tratti del carattere o disposizioni. L’Ombra proiettata all’esterno rappresenta il nemico da combattere. Può essere rappresentato da un antagonista privo di scrupoli, o da qualcuno che si oppone con perfidia e brutalità o ancora può essere un personaggio che provoca repulsione e ribrezzo, sino ad assumere sembianze mostruose. L’archetipo Ombra può però essere rintracciato anche in personaggi dotati di alter ego. La dualità convivente all’interno di uno stesso soggetto, in una commistione tra tratti bonari, accettabili, “normali” e tratti malefici, simil demoniaci.

Persona.

L’individuo indossa una maschera che serve a coprire e a nascondere l’attore che vi è dietro. La persona è il sistema di adattamento o le modalità con cui ci interfacciamo con il mondo. In realtà, la persona è ciò che in realtà uno non è, ma ciò che gli altri credono che egli sia, come direbbe lo stesso Jung. Se l’Io si identifica con la Persona, l’individuo diventa consapevole di quella parte che sta recitando, ma non dei suoi reali sentimenti. Egli diverrà estraneo a se stesso.

Anima e Animus.

L’uomo e la donna possiedono caratteristiche del sesso opposto. Jung attribuì alla psiche femminile un archetipo maschile (Animus) e alla psiche maschile un archetipo femminile (Anima). L’uomo può capire la natura della donna grazie alla sua Anima e la donna potrà comprendere la natura dell’uomo grazie al suo Animus.

Il Vecchio Saggio e la Grande Madre.

Il Vecchio Saggio rappresenta la figura dello sciamano nella società primitiva. È un demone immortale che da’ significato al caos della vita. È colui che illumina e guida, un vero maestro. Spesso, appare come un personaggio autorevole, un sacerdote, un maestro. Nel Vecchio Saggio sono rinchiuse le potenzialità dell’individuo e rappresenta ciò che lo stesso individuo può diventare. È un consigliere interno, un filosofo. A questo archetipo è affiancato quello della Grande Madre che possiede le stesse caratteristiche, ma al femminile.

Il Sé.

Il punto di equilibrio della personalità è il Sé. Raggiungere il Sé è lo scopo della vita, ma occorre un processo di maturazione di tutti gli altri elementi della personalità. Ciò non significa perfezione, ma totalità, ovvero raggiungere il vero senso della vita. Quando l’individuo incontra il Sé, significa che l’Io è allineato ad esso. Per Jung il Sé è rappresentato dal Mandala (cerchio magico). Tutto ciò, sovente, prende le sembianze del percorso del personaggio e dal raggiungimento della “salvezza”. Qui tutti i nodi si sciolgono e si raggiunge un livello superiore.

Ombra, Persona, Anima, Animus, Vecchio Saggio, Grande Madre, Sé li ritroviamo nell’Ottimismo del Diavolo. A voi la lettura …

Perché Daimon?

Un personaggio chiave del romanzo è il dottor Daimon, psicologo e consulente delle forze di polizia. Neanche questo nome però è casuale.

Daimon è un “demone”, un “essere divino” presente tanto nella cultura religiosa, quanto nella filosofia greca. Nel linguaggio letterario è usato talvolta con il significato di diavolo, demonio. Lo ritroviamo da Platone a Hillman e rappresenta, al contempo, uno dei compiti principali a cui assolvere: decifrare il codice della nostra anima, affinché si possa compiere il senso della nostra vita.

“Prima di nascere, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra e riceve un compagno che ci guida, un daimon, che è unico ed è tipico nostro. Tuttavia, dopo che nasciamo e quando cresciamo, dimentichiamo progressivamente tutto questo. Il daimon ci ricorda il contenuto della nostra immagine ed è lui che rappresenta il portatore del nostro destino”. Il daimon è quel qualcosa che ci rende unici e irripetibili. È, al contempo, la vocazione che ci contraddistingue e che va ricercata e alimentata. Solo in questo modo renderemo la nostra esistenza unica. Ognuno di noi deve, quindi, decifrare il codice dell’anima, ricongiungendosi al proprio compagno segreto …

Alla luce di questo, L’Ottimismo del Diavolo di Mirco Turco, diventa quasi una tappa obbligata per quanti sono appassionati di thriller, ma anche per tutti coloro che vogliono avvicinarsi maggiormente a decifrare la propria anima. Per coloro che lo hanno già letto, è un invito alla rilettura, perché come già ha sostenuto qualcuno, L’Ottimismo del Diavolo è il romanzo che dopo averlo finito, ti manca subito e che rappresenta il tuo miglior amico” …

 

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L'ottimismo del diavolo - Mirco Turco

L’Ottimismo del Diavolo

L’Ottimismo del Diavolo, il romanzo di Mirco Turco, psicologo leccese, pubblicato da Primiceri Editore, uscito in luglio 2019, sembra già aver colpito nel segno.

Definito già da molti lettori un thriller imperdibile, sorprendente e geniale, da “divorare” in pochissimo tempo. La critica lo incornicia come un giallo che soddisfa tutti i requisiti (cosa non facile) con stile ironico e ottime capacità espressive dell’autore che mostra, al contempo, stile accattivante e originale. C’è chi sostiene, invece, che nel romanzo ci sia tutto il DNA puro dell’autore, un autentico esploratore dell’animo umano e del comportamento, capace di trasformare le sue grandi conoscenze psicologiche e criminologiche ini scrittura romanzata.

L’Ottimismo del Diavolo è, insomma, un libro da leggere, se non fosse anche per la prima recensione fatta dalla nota Criminologa Roberta Bruzzone, che parla di un “imperdibile viaggio nella parte più oscura e profonda dell’animo umano che è presente in ognuno di noi magistralmente descritta da Mirco Turco. La trama è una continua sfida che rende inevitabile affrontare i peggiori demoni interiori che popolano la vita del protagonista. Un libro imperdibile”.

I personaggi e le storie del romanzo di Mirco Turco sono, di fatto, reali, con opportuni camuffamenti e sfumature fantasy, mentre gli scenari sono descrizioni realistiche di zone e Paesi conosciuti e visitati: dalla Sardegna, all’Europa dell’est, sino alla Francia.

Mirco Turco lo descrive come un romanzo terapeutico, poiché ricco di tematiche che possono riguarda tutti e pregno di riflessioni, tra psicologia, terapie, ipnosi, filosofia e simbolismo. Non è un caso che si faccia riferimento a Jung, Hillman, Erickson, Carotenuto, …

È un libro ugualmente misterioso e affascinante e si presta a riletture poiché cela, sapientemente, particolari non casuali che potrebbero sfuggire al lettore. Quindi, un vero invito all’investigazione!

Il titolo è apparentemente casuale. Deriva, infatti, dalla lettura di una frase dello scrittore K. Kraus, il quale affermava: “Il diavolo è ottimista se pensa di poter peggiorare gli uomini”. Qui, il senso dell’intero romanzo, ma non solo, soprattutto considerando un finale sorprendentemente imprevisto e retroscena inaspettati.

L’Ottimismo del Diavolo è dunque un “vero gioiello” come sostiene qualcuno, un libro da leggere con oculata attenzione, mentre qualcuno sospetta che il dottor Daimon, apparente protagonista del romanzo, sia molto simile allo stesso autore. Il diavolo sembra essere proprio nei dettagli e l’autore sembra sicuramente saperne una più del diavolo!

L’ottimismo del Diavolo

Romanzo, Thriller

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