Categoria: Personalità

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Enneatipi: evoluzione vs involuzione

Enneatipi e Livelli Evolutivi/Involutivi.

Continua il nostro viaggio nell’Enneagramma. Questa volta, vediamo cosa può portare l’evoluzione della nostra tipologia di appartenenza o, al contrario, una involuzione. Nella tabella seguente, vengono schematizzati i vari sottotipi per ogni Enneatipo a seconda del grado di “evoluzione” personale. Una persona evoluta si “ritroverà” quindi tra i sottotipi 1,2,3. Una persona mediamente evoluta tra i 4,5,6. Una persona che si è involuta, nei sottotipi 7,8,9. È ovvio che il nostro comportamento non è qualcosa di rigido. Dunque, sarà possibile oscillare, di tanto, in tanto, tra i diversi sottotipi. A titolo di esempio, se sono un enneatipo 2 e ho raggiunto un buon livello di evoluzione personale, mi comporterò come una persona altruista, premurosa e attenta. Se, invece, non mi sono evoluto sufficientemente o magari ho dei momenti di involuzione, sarò un manipolatore, oppure un dominatore che costringe gli altri, o ancora assumerò il comportamento di una vittima designata.

La tabella si presta a molte letture affascinanti e interessanti non soltanto sul piano personale, ma anche lavorativo, clinico e criminologico.

 

ENNEATIPO 1
Evoluzione

1: persona saggia e realista

2: persona ragionevole

3: persona di buoni principi

Evoluzione media

4: riformatore idealista

5: ordinato puntiglioso

6: perfezionista giudicante

Involuzione

7. l’intollerante

8. l’ipocrita esasperante

9. il vendicatore sentenzioso

ENNEATIPO 2
Evoluzione

1: altruista puro

2: premuroso

3: persona protettrice

Evoluzione media

4: confidente espansivo

5: persona possessiva

6: persona indaffarata

Involuzione

7. il manipolatore

8. il dominatore che costringe

9. il vittimista

ENNEATIPO 3
Evoluzione

1: persona autentica, vera

2: persona sicura di sé

3: persona illustre

Evoluzione media

4: scalatore sociale

5: cultore dell’immagine

6: vanitoso, narcisista

Involuzione

7. lo sfruttatore opportunista

8. il traditore perfido

9. il vendicativo psicopatico

ENNEATIPO 4
Evoluzione

1: creatore ispirato

2: persona intuitiva

3: tipo autorivelatore

Evoluzione media

4: immaginativo

5: introverso egoista

6: ammiratore vizioso

Involuzione

7. Il depresso che si aliena

8. Il tormentato

9. L’autodistruttivo

ENNEATIPO 5
Evoluzione

1: pioniere del sapere

2: persona percettiva

3: esperto competente

Evoluzione media

4: specialista analitico

5: teorico pensieroso

6: scettico esasperato

Involuzione

7. l’annullatore isolato

8. il paranoico

9. lo schizzato inconcludente

ENNEATIPO 6
Evoluzione

1: persona sicura di sé

2: persona leale

3: persona devota

Evoluzione media

4: fedele tradizionalista

5: persona contraddittoria

6: reattivo esasperato

Involuzione

7. l’insicuro

8. lo schizzato iperattivo

9. il pauroso autodifensivo

ENNEATIPO 7
Evoluzione

1: apprezzatore ammirato

2: persona entusiasta

3: iperattivo consumato

Evoluzione media

4: uomo di mondo

5: estroverso tuttofare

6: materialista senza moderazione

Involuzione

7. il fuggitivo impulsivo

8. il maniaco impostore

9. l’isterico terrorizzato

ENNEATIPO 8
Evoluzione

1: eroe dal grande animo

2: persona fiduciosa di sé

3: leader disponibile

Evoluzione media

4: avventuriero coraggioso

5: dominatore

6: avversario bellicoso

Involuzione

7. il tiranno spietato

8. il megalomane

9. il distruttore

ENNEATIPO 9
Evoluzione

1: persona padrona di sé

2: tipo ricettivo

3: pacificatore convinto

Evoluzione media

4: accomodante

5: osservatore passivo

6: fatalista arreso ai fatti

Involuzione

7. il tipo trascurato

8. il tipo dissociativo

9. il tipo abbandonato

 

Le caratteristiche dell’ENNEATIPO

Caratteristiche principale ENNEATIPI.

 

ENNEATIPO

UNO
Conosciuto come Riformatore, Organizzatore, Perfezionista
Centro Viscerale
Evita Ira/Umiliazioni
Passione Ira
Virtù Serenità
Sei un tipo saldo, sicuro di te, onesto e sincero. La caratteristica principale, forse, è quella di essere critico sempre e comunque, puntiglioso e insofferente verso ogni tipo di imperfezione. Il tuo sogno è un mondo di onestà, verità e giustizia, oltre a moralità e perfezione. In ogni situazione valuti sempre il rapporto tra giusto/sbagliato e sei giudicante. A volte, ti lasci sopraffare dalla pignoleria. Ami l’ordine, la pulizia. Sei un grande lavoratore ed hai un forte senso del dovere. Tendi ad adirarti di fronte alle cose sbagliate, ma mostri poco la tua collera e la rabbia la dirigi verso te stesso. Ami le persone forti, decise e competenti. Sotto stress diventi intollerante, reattivo compulsivo e vendicativo punitivo. La tua modalità comunicativa prevalente è di tipo accusatorio, indicatorio (ad asta) e utilizzi nel linguaggio spesso verbalizzazioni del tipo “bisogna”, “si deve” …

Infanzia: hai vissuto un’infanzia troppo “breve”, con il divertimento sostituito spesso dal dovere.

Salute: acne,d ermatiti, vitiligine, miopia, presbiopia, maculopatie, miocardiopatie, nevralgia del trigemio, ipersudorazione, cervicalgie, riniti allergiche, costellazione ossessiva.

 

Paura di base: di essere cattivo, difettoso, impreciso

Personalità ossessiva

Carattere rigido

 

ENNEATIPO DUE
Conosciuto come Aiutante, Seduttore, Donatore
Centro Emotivo
Evita Bisogno/Abbandono
Passione Superbia
Virtù Umiltà
Sei altruista, uno che si da’ molto agli altri. Riconosci i bisogni degli altri piuttosto che i tuoi e lo scopo delle tue attenzioni è ottenere amore. Socialmente inserito, aperto e solare. Tendi a compiacere il prossimo, addattando la tua personalità a quela degli altri. La tua modalità operativa è dedicarsi al prossimo e appari come un “salvatore”. Appari, in alcuni casi, iperprotettivo ed invadente. Non tollera le persone indipendenti e quando non ottieni gratificazioni diventi aggressivo e ti trasformi in vittima. Emozionalmente sei dolce e premuroso, ma nelle relazioni potresti correre il rischio di annullarti completamente per l’altro. Sotto stress, diventi dispotico e aggressivo. Sei avvolgente e romantico e anche un po’ sognatore. La tua modalità comunicativa è quella propiziatrice (triangolo).

Infanzia: spesso hai dovuto occuparti degli altri familiari o hai dovuto imparare a renderti utile per essere amato o apprezzato.

Salute: problemi sfera genito-sessuale, dermatiti, problemi ano-rettali, ritenzione idrica, obesità.

 

Paura di base: di essere indegno dell’amore degli altri

Personalità istrionica

Carattere insofferente e impulsivo

 

ENNEATIPO TRE
Conosciuto come Realizzatore, Manager, Realizzatore
Centro Emotivo
Evita Insuccesso/Disprezzo
Passione Vanità
Virtù Sincerità
Sei un tipo gioviale, magnetico e iperproduttivo. Vuoi primeggiare e la cosa più importante è fare. Ti senti realizzato solo attraverso il successo. Sei stimolato dalla competizione e la tua parola chiave è “efficienza”. Sei un ottimo combattente, ma quando le cose non vanno per il verso giusto, tendi a non riconoscere la sconfitta, addossando la colpa agli altri. Tendi a sopravvalutare molto te stesso, cadendo nella vanità. Sai essere un ottimo capo, efficiente e con ottime capacità progettuali. Sei un bravo comunicatore, ma attento alla manipolazione. Sei critico verso chi non è efficiente o si dimostra fragile emotivamente. Tendi ad identificarti con il tuo lavoro e le pause forzate possono mandarti in crisi esistenziale. sotto stress diventi indolente. la tua modalità comunicativa è indicatoria (asta).

Infanzia: ti sei sentito amato solo quando ottenevi successi (scuola, sport, casa)

Salute: problemi alle tiroide, problemi laringei, problemi surrenalici, problemi visivi, problemi ano-rettali.

 

Paura di base: di non avere valori interiori

Personalità isterica

Carattere controllato e felice

 

ENNEATIPO QUATTRO
Conosciuto come Tragico-romantico, Artista, Creatore
Centro Emotivo
Evita Ordinarietà
Passione Invidia
Virtù Armonia
Sei sensibile, emotivo e con temperamento artistico. Tendi all’autoconformismo e alla ricerca dell’autonomia. Ti senti diverso dagli altri, con un senso latente di piacere e invidia. Tendi a sognare a occhi aperti e a rimpiangere il passato e le “cose perdute”. Alterni una modalità tragico-romantica e sei assillato da una sorta di senso di invisibilità. Tendi a sentirti incompreso. Amore, amicizia, affetto, sincerità sono le tue parole chiave e sei convinto che per arrivare alla felicità occorra necessariamente passare dalla sofferenza. Hai paura di essere rifiutato e anche per questo tendi, alcune volte, ad aiutare completamente gli altri. Sei empatico e la tua modalità comunicativa è propiziatrice. Quella iperlogica ti annoia e quella indicatoria ti spaventa.

Infanzia: hai vissuto alcune perdite affettive o ripetuti sradicamenti, che ti hanno portato a percepirti invisibile.

Salute: glicemia, costellazione maniaco-depressiva, obesità, ritenzione liquidi, problemi psico-sensoriali.

 

Paura di base: di essere senza identità, di non essere originale, unico

Personalità masochista

Carattere triste, emotivo

 

ENNEATIPO CINQUE
Conosciuto come Osservatore, Indagatore, Distaccato
Centro Razionale
Evita Vuoto/Ricatto
Passione Avarizia
Virtù Generosità
Hai un carattere prevalentemente amabile e cortese, di grande forza interiore. Hai una grande sete di sapere e sei sempre pronto ad osservare e analizzare. Tendi a chiuderti in te stesso, perdendo la capacità di interagire con gli altri. Spesso la tua vita, infatti, è a compartimenti stagni, senza integrazione. Se ami osservare, odi essere osservato e puoi apparire freddo e distaccato. Le attività ricreative e sociali possono essere una perdita di tempo per te e dedichi molto tempo allo studio e alla conoscenza. Sei infastidito dai limiti intellettuali altrui. Sei un abile ascoltatore e tendi a non chiedere mai. Il tuo meccanismo principale è l’isolamento e sotto stress tendi a fuggire e ad allontanarti. Puoi essere un ottimo capo e un collaboratore, ma difficilmente lavori in squadra.

Infanzia: spesso ti sei sentito non desiderato.

Salute: problemi urinari, anemia, problemi visivi, uditivi e polmonari.

 

Paura di base: di essere incompetente

Personalità schizoide (isolamento)

Carattere razionale, distaccato

 

ENNEATIPO SEI
Conosciuto come Scettico-leale, Collaboratore, Responsabile
Centro Razionale
Evita Trasgressione/Ambiguità
Passione Paura
Virtù Coraggio
Sei un tipo leale e sincero, ma estremamente timoroso e indeciso. Sei rispettoso delle regole e delle tradizioni, ma non ti fidi molto degli altri e soprattutto appari diffidente e sospettoso degli sconosciuti. Quando “sposi” un’idea, qualcosa o qualcuno, diventi un servitore acritico con tendenza al fanatismo. Sei tendenzialmente un “pauroso” e potresti avere una modalità fobica (che rifugge il rischio) o controfobica (ti lanci in tutte le situazioni rischiose cercando di esorcizzare la paura). Sei un procrastinatore e “eviti”, ove possibile, il possibile successo. Privilegi occupazioni dove vi è una chiara linea gerarchica e potresti essere un ottimo gregario. Sotto stress diventi iperattivo e/o servile. Quando ti senti a tuo agio, potresti essere un ottimo diplomatico e sei stimolato da persone forti e decise con modalità di tipo indicatorio.

Infanzia: hai vissuto con figure genitoriali o di riferimento probabilmente fredde e/o imprevedibili. Spesso eri punito senza giustificazione.

Salute: problemi ano-rettali, bronco polmonari, problemi ipertensivi, problemi di sanguinamento.

 

Paura di base: di essere senza guida, di rimanere da solo

Personalità fobica/controfobica; evitante/paranoide

Carattere pauroso, conformista, vendicativo

 

 

ENNEATIPO SETTE
Conosciuto come Entusiasta, Esploratore, Intrattenitore
Centro Razionale
Evita Dolore/Limitazione
Passione Gola
Virtù Sobrietà
Sei entusiasta, allegro e divertente. Sei portato a goderti la vita e spesso sei al centro dell’attenzione. Coinvolgente e simpatico e modalità iperlogiche. Ti piace coinvolgerti in tante cose contemporaneamente e ami molto il bello. Sei in continua ricerca del piacere, soprattutto quando ti senti ingabbiato e ami avere sempre una via di fuga. Puoi sembrare superficiale. Sotto stress tendi a chiuderti e non permetti a nessuno un reale avvicinamento, diventando anche aggressivo. Sei un ottimo ricercatore e studioso, brillante e ottimista e paradossalmente, soprattutto sul lavoro, puoi anche apparire molto serio e disciplinato.

Infanzia: hai subito esperienze emozionali dolorose.

Salute: disturbi ansiosi e del miocardio, problemi venosi, problemi motori, vertigini

Paura di base: di soffrire

Personalità narcisista

Carattere anticonformista, vendicativo

 

ENNEATIPO OTTO
Conosciuto come Lottatore, Boss, Guerriero
Centro Viscerale
Evita Debolezza
Passione Lussuria
Virtù Semplicità
Sei portato al controllo degli altri e di te stesso, ritendendo sempre di essere nel giusto. Rifuggi la codardia e sei dotato di grande forza. Hai un profondo senso della giustizia e della verità. Tendi a controllare anche in campo affettivo e familiare e soffri quando sei in posizioni subalterne. Spesso ti schieri con il più debole e quando le cose non vanno per il verso giusto, reagisci con rabbia. Non ammetti quasi mai i tuoi errori, difendendoti con la negazione. Sei un grande oratore e affabulatore e puoi apparire rissoso e irascibile. Sotto stress ti chiudi in te stesso e mediti, spesso, vendetta. Puoi essere un ottimo amico e consigliere e sul lavoro dai il meglio di te in posti di responsabilità. La modalità comunicativa prevalente è indicatoria e tendi ad essere, in alcuni casi, logorroico.

Infanzia: hai subito probabilmente o pensato di subire ingiustizie.

Salute: problemi coronarici, problemi mnemonici, costellazione aggressiva, problemi sensoriali.

 

Paura di base: di essere ferito, tradito

Personalità antisociale e sadica

Carattere impulsivo, pigro, ribelle

 

ENNEATIPO NOVE
Conosciuto come Mediatore, Pacificatore, Armonizzatore
Centro Viscerale
Evita Conflitto
Passione Accidia
Virtù Diligenza
Sei tipicamente calmo, diplomatico e passivo. Rifuggi il conflitto e ami l’armonia. Tendi a mantenere la “pace” in ogni posto e hai un atteggiamento molto accomodante, senza mai prendere una personale posizione netta e decisa. Puoi risultare ambiguo infatti. Tendi ad abbondare in passatempi e attività, a volte, improduttive. Ami la buona compagnia e sei un armonizzatore. Sotto stress diventi timoroso e ansioso e tendi ad appoggiarti ad una persona autoritaria. Puoi essere un ottimo amico e consigliere, ricercato e amato. Sul lavoro non ami essere oppresso, criticato e controllato. Ricerchi attenzioni e complimenti.

Infanzia: ti sei sentito spesso ignorato, trascurato o rifiutato quando esprimevi la tua opinione.

Salute: problemi cutanei, problemi glicemici, problemi miocardici, sovrappeso e obesità.

 

Paura di base: frammentazione

Personalità dipendente

Carattere pigro

 

La presente descrizione non costituisce una Diagnosi, né può essere considerata completa ed esaustiva. Si invita ad un eventuale approfondimento con lo specialista.

ENNEAGRAMMA Test

Quale Abitante della Terra sei?

SCOPRI IL TUO ENNEATIPO[1]

Segna le affermazioni con cui ti ritrovi maggiormente, ovvero, che riflettono di più come sei. Fallo tranquillamente. Non esistono risposte giuste o sbagliate. Conta come tu ti percepisci.

  

Enneatipo CINQUE

  • Gli altri sono troppo curiosi nei miei confronti
  • I miei spazi sono estremamente importanti ed è bene che nessun altro li occupi
  • Esiste la mia casa, esiste il mio amico X, esiste il mio collega Y e la mia famiglia: tutte queste cose non possono e non devono incontrarsi.
  • Quando affronto un nuovo argomento di studio, vorrei conoscerlo fino in fondo nel dettaglio, se questo non risulta essere possibile, non procedo.
  • Gli altri dicono di vedermi freddo e distante.
  • Riesco a pensare liberamente solo quando mi trovo da solo, sena tante interferenze esterne
  • Per fare una cosa importante è necessario che mi prepari adeguatamente, ma non mi sento mai pronto a sufficienza
  • Da piccolo i miei spazi venivano invasi spesso, e/o non mi è mai parso di interessare a i miei genitori
  • Mi sembra che mi venga sempre chiesto più di quanto io sia disposto a dare
  • Prima di compiere un’azione la analizzo dettagliatamente in modo da essere preciso, non vorrei sbagliare di essere ridicolo
  • Il mio parere è quasi sempre piò oggettivo di quello altrui
  • Non capisco come certe persone possano essere così illogiche
  • Mi trovo a mio agio nella solitudine
  • Conosco diversi stratagemmi per evitare di interagire con gente indesiderata
  • Non amo andare in ambienti troppo frequentati o rumorosi
  • In genere non prendo l’iniziativa nel rapportarmi con le altre persone, preferisco osservare quanto accade ed eventualmente intervenire solo quando è estremamente necessario
  • Spesso visualizzare nella mia mente un progetto è come averlo realizzato veramente

TOTALE AFFERMAZIONI =

 

Enneatipo QUATTRO

  • Mi piace fare le cose che non piacciono a tutti, se piace a tutti molto probabilmente a me non piace
  • Non ritengo gli altri capaci di comprendermi. Il mio mondo interiore è confuso e difficile da capire
  • Mi attrae il simbolico, l’essenziale, l’autentico
  • Vengo accusato di essere esagerato, sia nella malinconia che nell’euforia
  • Le cose potrebbero anche cambiare in meglio, ma certo questo non dipende da me
  • Conosco e riconosco la sofferenza, per questo chi soffre entra facilmente in contatto con me
  • Non mi piace l’idea di essere come gli altri, che si cerchi di farmi rientrare in qualche categoria
  • Ho sentimenti profondi che spesso gli altri non possono immaginare
  • Nel ricordare una situazione, la mia attenzione va spesso a ciò che mancava, a ciò che poteva essere e non è stato
  • Cerco di sorridere anche se dentro in realtà sono veramente triste
  • Quanto faccio una cosa, la faccio a modo mio, deve avere la mia impronta
  • È importante che io abbia l’opportunità di comportarmi in maniera disinvolta e autentica
  • Nei miei interessi posso vantare una certa raffinatezza, buon gusto e originalità
  • A volte non so veramente ciò che voglio
  • I cambiamenti della mia vita spesso sono stati condizionati da eventi sfortunati
  • Fin dai miei più lontani ricordi, riconosco che i miei sentimenti sono molto profondi
  • Espormi in pubblico rappresenta per me una situazione stressante

TOTALE AFFERMAZIONI =

 

 Enneatipo OTTO

  • La regola della vita è questa: il forte sopravvive, il debole viene eliminato
  • Spesso mi dicono di essere troppo aggressivo o violento, ma è perché so quel che voglio
  • Ho un’inclinazione naturale nello scovare le menzogne
  • Le ingiustizie mi fanno imbestialire: non ho paura di lottare per ciò che è giusto
  • Scovo rapidamente i punti deboli dell’altro
  • Mi viene naturale colmare i vuoti di potere all’interno di un gruppo
  • Non posso tollerare che qualcuno abbia il controllo su di me
  • Difficilmente mi fido di qualcuno. Per provare la sua fedeltà devo sfidarlo
  • Non ho paura del conflitto, è anzi l’occasione in cui le verità vengono a galla
  • Quando scopro una mia debolezza, faccio di tutto per farla sparire
  • Proteggo chi sta sotto la mia ala
  • Individuo facilmente che detiene il potere all’interno di un gruppo
  • Le cose sono giuste o sbagliate, bianche o nere, non esistono vie di mezzo
  • Quando qualcosa non va, non esito a farlo presente, non importa se qualcuno ci può rimanere male
  • Non resisto alla tentazione di sgonfiare che si crede di essere chissà chi
  • Non mi piace oziare: sono una persona attiva
  • La vita è un campo di battaglia, è fondamentale essere forti e combattivi

TOTALE AFFERMAZIONI =

 

Enneatipo SEI

  • Dubito frequentemente dell’affidabilità degli altri
  • Sono scettico di natura
  • Mi trovo a lottare molto spesso con le mie paure
  • Essere una persona responsabile è molto importante per me
  • Lavoro bene in gruppo, sono leale
  • Spesso mi sento dire di essere troppo pessimista o sospettoso, in realtà sono solo prudente
  • Occorre che in un lavoro o in una legge vi siano linee direttive esaustive
  • È importantissimo sapere di chi posso fidarmi e di chi non posso
  • Buona parte delle mie scelte è dettato dal mio bisogno di sicurezza
  • Non sopporto l’ambiguità, ho bisogno di sapere da che parte stare
  • La vittoria della squadra è la mia vittoria, non mi interessa essere un elemento di spicco
  • Vorrei arrivare preparato ad ogni cambiamento, gli imprevisti generano ansia
  • Riconosco di essere più sensibile delle altre persone alle possibili minacce
  • Sento che mi è chiesto molto. Arrivo a dubitare di avere una mia vita, mi pare di vivere per gli altri
  • A volte temo di emergere: rischierei di scontrarmi con qualcun altro
  • Conoscere la mia posizione e quella degli altri è molto importante per me
  • Sono un ottimo collaboratore, faccio del mio meglio per portare a termine i miei compiti

TOTALE AFFERMAZIONI =

 

Enneatipo NOVE

  • È raro che io mi innervosisca o mi agiti per qualcosa, sono una persona tranquilla
  • Non capisco come mai le altre persone discutano o litighino tanto
  • Non giudico gli altro, è raro che qualcuno che conosco di persona non mi vada a genio
  • A volte mi è così difficile capire da che parte stia la ragione che non riesco ad avere una mia posizione
  • Tendo a sdrammatizzare le situazioni per tranquillizzare gli altri
  • Vedo con una certa facilità come le altre persone potrebbero fare pace tra loro
  • Sono adattabile, basta che non mi si metta fretta o pressione
  • Talvolta vengo accusato di essere un po’ apatico e privo di iniziativa
  • I miei atteggiamenti sono sempre moderati
  • A volte ho la tendenza a rimandare certe commissioni, domani ci sarà tempo per occuparsene
  • Posso definirmi con una certa soddisfazione una persona accomodante, equilibrata e disponibile
  • Mi viene spontaneo tranquillizzare gli altri quando questi hanno un problema
  • Non vale la pena agitarsi tanto poiché nella vita le cose andranno come andranno
  • Non sono un entusiasta, le cose vanno fatte con calma
  • Desidero portare a termine i doveri per potermi dedicare agli hobby del mio tempo libero
  • Se qualcuno litiga o alza la voce, faccio di tutto per mantenere la mia serenità
  • In generale sento di avere ragione, ma non lo dico apertamente per evitare il confronto diretto

TOTALE AFFERMAZIONI =

 

Enneatipo SETTE

  • Stare fermo troppo a lungo nello stesso posto mi annoia in fretta
  • Spesso vengo apprezzato per la mia simpatia
  • Mi piace raccontare storie su fatti divertenti
  • Guardo al futuro con entusiasmo
  • Mi piace sollevare il morale di un amico che sta male cercando di farlo sorridere
  • Se poco è bene, molto è meglio
  • Ogni lasciata è persa
  • Mi viene riconosciuto il fatto di essere in grado di rallegrare le situazioni
  • A volte mi accusano di essere superficiale, ma è perché non mi abbatto facilmente
  • Il denaro serve per concedersi degli sfizi, per godersi la vita
  • Sono piuttosto permissivo con me stesso, mi concedo le giuste ricompense
  • Parlare delle cose negative non aiuta a cambiarle, meglio concentrarsi su quelle positive
  • Sono molto curioso, mmi piace sapere qualcosa di tutto
  • Se gli altri fossero più spensierati, sarebbe un mondo più felice
  • Mi piace mostrarmi allegro e positivo
  • Mi è stato detto che sono indisciplinato, ma so gestire bene il mio disordine
  • Salto rapidamente da una cosa all’altra perché capisco al volo dove porta una certa strada

TOTALE AFFERMAZIONI =

 

Enneatipo UNO

  • Chi fa da sé fa per tre
  • Faccio del mio meglio per correggere i miei errori
  • Per me è importante che il domani sai migliore di oggi
  • A volte le ingiustizie occupano la mia mente per tantissimo tempo
  • Sono scrupoloso, attento ai dettagli e non capisco chi li sorvola
  • È maleducazione non rispettare attentamente gli orari. Il tempo è prezioso per tutti
  • Quanto mi accorgo di non venire ascoltato, mi arrabbio facilmente
  • So come vanno fatte le cose e mi scoccia che i miei avvertimenti non vengano presi in considerazione
  • Sono molto critico nei miei confronti, un po’ meno nei confronti degli altri
  • Una piccola imperfezione talvolta è sufficiente a smontare tutto il mio entusiasmo
  • Ho le idee chiare su cosa sia giusto e cosa sbagliato, dunque mi impegno a fondo per agire nel giusto
  • La mia vita è fatta di valori. Senza di essi la mia esistenza non avrebbe molto senso
  • La mia integrità morale è fondamentale per me
  • So che se gli altri capissero fino in fondo cosa intendo dire loro, mi darebbero ragione
  • Mi sembra di esser l’unico ad interessarsi che le cose vadano fatte come dovrebbero essere fatte, che siano in ordine come dovrebbero essere
  • È necessario che le cose vadano come previsto. Dover improvvisare implica non aver organizzato bene
  • Mentre faccio altre cose, la mia mente, si riempie spesso di critiche, accuse, giudizi che mi faccio da solo o che gli altri mi hanno rivolto

TOTALE AFFERMAZIONI =

 

Enneatipo TRE

  • Sono una persona dinamica, voglio essere un elemento valido in un gruppo
  • Ho piacere di ricevere conferme riguardo al mio lavoro, a cui tengo molto
  • Visualizzo chiaramente il mio obiettivo e voglio sapere in quale punto del percorso mi trovo
  • Valuto il tempo in termini di occasioni da cogliere. Lo usa al meglio per raggiungere gli scopo che mi prefiggo
  • L’idea di fallire per me è insopportabile
  • L’immagine non è tutto, ma è una componente molto importante
  • Non sopporto giudizi negativi sul mio conto, mi sforzo di essere apprezzato
  • I miei obiettivi assorbono gran parte dei miei pensieri
  • A volte mi accorgo di essere un po’ opportunista, mi faccio trovare al posto giusto nel momento giusto
  • Partecipare non sempre è sufficiente. Punto al primo posto
  • Svolgo al meglio la mia professione, identificandomi in essa
  • Quando mi do’ un obiettivo, faccio di tutto per raggiungerlo, anche se può costarmi molto in termini di tempo ed energie
  • Sono un buon motivatore quando si tratta di raggiungere un traguardo comune
  • Essere visto come una persona di successo è molto importante per me
  • Tenermi in moto mi fa sentire vivo. Non mi piace oziare
  • Curo la mia immagine, la prima impressione è importante
  • Considero la gioventù, l’intraprendenza e l’ambizione dei valori importanti

TOTALE AFFERMAZIONI =

 

Enneatipo DUE

  • Spesso conosco i bisogni dell’altro meglio di lui stesso
  • Dedico gran parte del mio impegno e del mio tempo agli altri
  • A volte mi basta uno sguardo per capire se piaccio a un0altra persona o no
  • Vorrei che anche gli altri mi dedicassero un po’ dell’attenzione che io sono solito dedicare loro
  • Mi piace trovare le qualità negli altri e apprezzarle apertamente
  • Trovo importante condividere parte dei miei averi
  • Considerando quanto mi adopero per i mie cari, merito una posizione di privilegio nei loro confronti
  • Talvolta mi sembra di darmi così tanto da fare per tutti e di ricevere davvero poco in cambio
  • Mi viene spontaneo intervenire per aiutare le persone in situazioni imbarazzanti
  • Non ho molto tempo per me: mi sento indispensabile per diverse persone e questo mi porta via tante energie
  • Sono un ottimo confidente, mi piace che amici, parenti e conoscenti si rivolgano a me in cerca di consiglio
  • Mi curo di considerare chiunque sembri aver bisogno di attenzioni
  • Tendo a intromettermi nelle vite degli altri il meno possibile, lo faccio solo quando lo trovo necessario e sempre per il loro bene
  • A volte mi accorgo di come la mia libertà sia limitata dai tanti impegni che mi prendo per chi mi circonda
  • La mia eccessiva generosità a volte mi mette in situazioni che mi creano insoddisfazione
  • Tutto sommato ho piacere che gli altri abbiano bisogno di me
  • Tendo a mettere da parte i miei bisogni per chi ha esigenze maggiori delle mie

TOTALE AFFERMAZIONI =

 

  • Qual è il TOTALE più alto? _______________ Questo è il tuo Enneatipo

VAI al mio articolo CARATTERISTICHE PRINCIPALI ENNEATIPI

 

[1] Tratto da Luca Giorgetti (2016). Enneagramma, I Nove Abitanti della Terra. Macro Edizioni.

Psychology & Survival

La chiave per ogni situazione di sopravvivenza è l’attitudine mentale dell’individuo!

Molti manuali di sopravvivenza militare fanno riferimento alle capacità mentali dell’individuo che si trova in particolari situazioni disagiate o ambienti ostili. D’altra parte, questo spiega perché persone addestrate che non fanno leva sulle proprie attitudini mentali, hanno meno successo rispetto a individui, che pur non avendo un addestramento specifico alla sopravvivenza, mettono in campo tale fattore.

Lo chiameremo, pertanto, SSE, Survival Self-Efficacy, la convinzione di essere efficaci in un determinato ambiente sconosciuto o ostile al fine della sopravvivenza.

La psicologia della sopravvivenza cerca di evidenziare come i diversi fattori di stress in una determinata situazione ad alto rischio incidono sulle capacità mentali dell’individuo.

Analogamente, si occupa di specificare come alcune strategie mentali particolari in situazioni ostili, possono essere determinanti al fine della sopravvivenza.

Lo stress, come specificato anche in altre trattazioni, non va considerato una malattia. E’ un naturale adattamento a situazioni nuove. E’ al contempo, un’esperienza psichica, emozionale, fisiologica in risposta alle diverse tensioni della vita.

Lo stress, di fatto, per alcuni livelli, è necessario (eustress) poiché fa funzionare meglio i meccanismi mentali e comportamentali dell’individuo. Attenzione, concentrazione, orientamento, memoria, apprendimento, funzionano meglio quando sperimentiamo un livello di stress. Superata la fatidica soglia dello stress (soglia soggettiva) però, qualsiasi tipo di performance subisce un decremento e mentalmente, cominciamo a vivere sensazioni e ad avere comportamenti “alterati” che, progressivamente, possono farci sperimentare stati di panico, angoscia, …

Livelli elevati di stress, in generale, producono:

  • Difficoltà nel prendere decisioni.
  • Scoppi d’ira e maggiore irascibilità.
  • Dimenticanze e sbadataggini.
  • Livello d’energia basso e riduzione arousal.
  • Continue preoccupazioni e pensiero negativo.
  • Inclinazione a sbagliare con maggiore percentuale di errori e disattenzione.
  • Pensieri autolesionisti (es. pensare con maggiore frequenza alla morte o al suicidio).
  • Atteggiamento aggressivo con altri individui.
  • Isolarsi dagli altri e tendenze autistiche.
  • Nascondersi dalle responsabilità e assunzione di comportamento passivo.
  • ….

Si parla di tolleranza allo stress o alla frustrazione e di addestramento sotto stress. Le nostre reazioni, infatti, o i nostri meccanismi difensivi devono (dovrebbero) essere maturi e congrui anche in situazioni ostili.

I fattori di stress nella sopravvivenza.

Una reazione che ci accomuna agli altri esseri animali è quella “attacco o fuga”, ovvero, quando percepiamo un pericolo o un fattore stressante, il nostro cervello si attiva per difendersi da esso. Di conseguenza, il nostro organismo, si prepara per lottare e fuggire. Il corpo rilascia una maggiore quantità di zuccheri e grassi per garantirci una maggiore spinta energetica; il respiro aumenta per l’aumento della richiesta di ossigeno nel sangue; la tensione muscolare aumenta per entrare in azione prontamente; aumenta la coagulazione del sangue per ridurre il sanguinamento delle ferite; le pupille si dilatano e l’udito si attiva meglio; si possono avere anche fenomeni di sinestesia particolari (es. gli odori prendono forma); mentre il ritmo cardiaco e la pressione sanguigna aumentano per portare maggiore quantità di sangue ai muscoli.

In questo modo diventiamo progressivamente più consapevoli dell’ambiente circostante e quindi anche più reattivi.

Come già visto in precedenza, però, non possiamo rimanere in tale fase di allarme per troppo tempo.

In situazioni ostili, gli stress si sommano e si moltiplicano mentre, al contempo, la nostra resistenza decresce e possiamo arrivare all’esasperazione e all’esaurimento. La fase successiva è l’angoscia che mista al panico porteranno l’individuo in una situazione di imminente pericolo di vita.

Anticipare lo stress o la situazione frustrante è un ottimo metodo per imparare a gestire situazioni ad alto rischio. Sembrerà banale, ma sapere cosa ci aspetta può ridurre il vissuto dello stress. Conoscere un territorio ostile, prima di addentrarsi, quindi, informarsi strategicamente, è altamente consigliato.

 

Lesioni, malattia, morte critical
Incertezza, Mancanza di controllo critical
Ambiente critical
Fame e sete critical
Fatica critical
Isolamento critical
  • In situazioni ostili e critiche, le lesioni (personali o di persone che sono con noi), eventuali malattie e la morte, sono da considerarsi reali e anche altamente probabili. Il fatto di non pensarci non è sufficiente per evitare che ciò possa accadere.
  • Tali situazioni possono, inoltre, impedirci di procurarci cibo, acqua ed altre risorse per difenderci e sopravvivere. Allo stress, sopraggiunge la paura e lo sconforto.
  • Il territorio ostile è poco conosciuto e gli aspetti di esso appaiono imprevedibili, con poche informazioni e certezze. Ciò può determinare una perdita di controllo o la percezione che non si possa avere il controllo della situazione.
  • In generale, l’ambiente fisico (clima, terreno, varietà animali e vegetazione) è potenzialmente stressante. Volgere lo stesso a proprio favore risulta di strategica rilevanza per la sopravvivenza, anche quando dobbiamo procurarci cibo e acqua. Non avere provviste, ad esempio, o non sapere come procurarsele, è una sicura fonte di stress.
  • Un altro fattore stressante è la stanchezza che sopraggiunge non solo per esaurimento delle energie fisiche, ma anche come conseguenza dello sconforto in cui possiamo trovarci a causa delle diverse condizioni avverse.
  • In condizioni ostili di sopravvivenza dobbiamo anche affrontare un altro aspetto: la solitudine. Contare solo sulle proprie risorse è un’attitudine mentale ma è anche un tratto personologico. La sopravvivenza è più semplice, a volte, proprio perché si ha qualcuno al proprio fianco, unito nel destino e nello scopo (interdipendenza).

 I meccanismi di sopravvivenza e le reazioni naturali.

 Situazioni di rischio, pericolo e in generale condizioni ostili possono, in modo abbastanza naturale, esporci a reazioni particolari che solo se conosciute e gestite possono essere volte a nostro favore. Sapere che un fenomeno, una reazione, una qualsiasi cosa esiste, riduce la percezione dello stress, il senso di disorientamento, la frustrazione.

La paura è una naturale reazione a situazioni pericolose o rischiose per la nostra vita e/o quella degli altri. La paura è un’emozione che può durare un certo lasso di tempo, ovvero, possiamo essere in uno stato di paura anche se cessa lo stimolo pauroso. L’intensità della paura è variabile (da lieve apprensione al terrore), inoltre, può essere vissuta anche in commistione ad altre emozioni.

La paura può essere sperimentata anche in base a situazioni non reali e dunque immaginate o anticipate.

E’ positiva quando ci spinge ad essere cauti nel prendere decisioni azzardate, destinate cioè al fallimento. Provare paura, in determinate situazioni, è provvidenziale.

In altre occasioni, però, la paura può diventare invalidante e inibire ogni attività utile alla sopravvivenza. Per tali ragioni, occorre esplorare e conoscere le nostre paure e implementare progressivamente il senso di fiducia e di fronteggiamento. Tale processo è però graduale e richiede tempo e azioni sistematiche.

In situazioni ostili è naturale anche provare un certo stato di ansia. L’ansia è uno stato di agitazione psicomotoria che se ben canalizzata, ci spinge a raggiungere il nostro obiettivo ma se gestita male può complicare la sopravvivenza. L’ansia deriva, pertanto, soprattutto da un’anticipazione mentale delle conseguenze di alcune azioni e situazioni. Pensare ripetutamente alle lesioni che possiamo procurarci prima di fare una determinata azione, determina una reazione d’ansia che può inficiare sulla nostra performance.

L’allenamento e l’addestramento strutturato, anche nell’esecuzione di alcuni compiti e operazioni riduce, in modo sistematico, l’ansia.

Quando, invece, sperimentiamo una situazione di ansia persistente, cominciamo parallelamente a sperimentare confusione, senso di svuotamento mentale, difficoltà di pensiero e ragionamento.

Rabbia e frustrazione possono, invece, sopraggiungere quando non raggiungiamo in un certo lasso di tempo l’obiettivo prefissato. La differenza e la distonia tra quello che voglio e quello che sto ottenendo può determinare la frustrazione e di conseguenza, un meccanismo vorticoso di pensiero negativo di non farcela.

Livelli elevati di frustrazione possono, inoltre, attivare la rabbia che complica ancor di più la nostra situazione di sopravvivenza.

Subire danni all’attrezzatura, vivere un clima sfavorevole, muoversi in un terreno inospitale, essere in una zona con numerosi nemici o predatori, sono tutti elementi che possono aumentare la frustrazione vissuta.

Tali condizioni sfavorevoli, specie se la persona non è sufficientemente addestrata e non utilizza bene il classico fattore mentale, spingono verso comportamenti irrazionali e impulsivi, decisioni errate e incontrollate. La frustrazione e la rabbia, infine, consumano le nostre energie che, invece, dovrebbero essere impiegate diversamente e produttivamente.

Occorre considerare le reazioni alla frustrazione e distinguere, di conseguenza, quelle adeguate da quelle inadeguate in situazioni di sopravvivenza in territorio ostile.Certificare il Fattore Umano Mirco Turco

  • Reazioni adeguate: intensificazione dello sforzo, riorganizzazione dei dati; sostituzione dei fini.
  • Reazioni inadeguate: rabbia, chiusura autistica, regressione.

Una situazione protratta di frustrazione potrebbe farci sperimentare uno stato depressivo. Finché conserviamo una certa dose di aggressività costruttiva (voglia e desiderio di sopravvivere) siamo immuni dalla depressione. Quando però sopraggiunge la sconfitta, in primis mentale, possiamo cadere in un profondo stato depressivo.

La persona comincia a mutare tipologia e contenuto di dialogo interno (parlare con se stessi). Sopraggiungono frasi del tipo “non posso fare nulla … ormai è finita …”. La speranza cede e con essa intervengono profonda tristezza e senso di sfinimento.

In condizioni depressive è molto difficile ritrovare una motivazione per continuare ad andare avanti e non abbandonare la speranza di sopravvivere.

Proprio in tali momenti occorre riagganciarci ad una qualsiasi ancora emotiva, spinta motivazionale, che non ci lasci sprofondare nella depressione.

 In situazioni rischiose e in zone ostili la probabilità di rimanere soli è alta. Fare i conti con la solitudine è obbligatorio, soprattutto perché per l’essere umano è difficile pensare a situazioni di solitudine assoluta protratta, anche in virtù della natura apparentemente sociale dell’essere umano.

In situazioni di solitudine occorre considerare che possono emergere anche aspetti positivi del nostro carattere, anche risolutivi. La solitudine non è quindi da considerare necessariamente fattore con accezione negativa.

Se però la persona si lascia sopraffare dal vuoto della solitudine e da un senso di scarsa autoefficacia, la performance viene inficiata e si ha un progressivo aggravamento dello stato emotivo e cognitivo del soggetto stesso.

In fase di addestramento va considerato che non tutti possiedono in modo innato tale abilità di “camminare da soli”.

 

 

Tratta da: Mirco Turco (2014). PSSS, Psychology, Security, Self Defense, Survival. Gruppo Ed. L’Espresso.

La cosa più irresistibile al mondo

La cosa più irresistibile al mondo? Non fate strani pensieri, perché stiamo parlando, banalmente, del sorriso!

I primi studi scientifici sul sorriso risalgono all’inizio del diciannovesimo secolo, quando G. Duschenne de Boulogne, usò l’elettrodiagnostica e la stimolazione elettrica per distinguere il sorriso determinato da una vera sensazione di piacere, da quelli di altra natura. Il ricercatore analizzava le teste dei ghigliottinati e le esaminava con grande cura per individuare e classificare i muscoli responsabili di un sorriso. Un po’ ironico, certo …
Scoprì così che i muscoli coinvolti erano due: il grande zigomatico, che decorre sul lato della faccia sino all’angolo della bocca e l’orbicolare dell’occhio. Il grande zigomatico tende la bocca all’indietro e determina l’esposizione dei denti, aumentando il volume della guancia, mentre l’orbicolare dell’occhio socchiude gli occhi e causa le zampe di gallina. Il primo muscolo è volontario, poiché è controllato a livello conscio e può essere usato per i falsi sorrisi e per fingere piacere. Il secondo è involontario e rivela i veri sentimenti che inducono a sorridere con sincerità. Quindi, il primo segnale per capire se un sorriso è sincero è la presenza delle famose zampe di gallina attorno agli occhi. Il sorriso finto interessa, invece, solo le labbra.

1. Sorriso a labbra strette.
Le labbra tese formano quasi una linea retta e i denti sono nascosti. Tale sorriso comunica che la persona nasconde qualcosa, un’opinione o un atteggiamento che non intende condividere.
2. Sorriso storto.
Rivela sentimenti contrastanti. Tipico della nostra cultura, comunica spesso sarcasmo.
3. Sorriso a mandibola abbassata.
Sorriso artefatto, viene usato per ottenere reazioni piacevoli negli altri e consenso.
4. Sorriso con lo sguardo traverso.
Con la testa china, lo sguardo rivolto verso l’alto a labbra tirate, la persona appare giovanile, allegra e misteriosa. Risveglia negli uomini sentimenti paterni e protettivi. Era uno dei sorrisi tipici della principessa Diana.

Curiosità
Il riso disarma e disinnesca le reazioni di fuga che una situazione di minaccia produce. Abbassa la concentrazione di adrenalina e la tensione arteriosa. Il riso acquieta l’angoscia e libera i neurotrasmettitori del piacere. Quanto più invecchiamo, tanto più seri diventiamo nei confronti della vita. Un adulto ride in media quindici volte al giorno, un bambino in età prescolare, in media quattrocento! Solo il 15% delle risate è attribuibile a scherzi o barzellette. Esso è maggiormente legato ai rapporti interpersonali. Negli incontri, le donne sorridono per l’87% del tempo, gli uomini per il 67%. Gli studi dimostrano che le donne ridono alle battute di un uomo quando ne sono attratte e che gli uomini sono attratti dalle donne che ridono alle loro battute!

Ma quanto dura un sorriso autentico?

In ambito scientifico (valutazione tramite sistema FACS) si afferma che un sorriso non può durare meno di 0,5 secondi e non deve essere statico. In ogni caso, non dovrebbe superare i 4 secondi. Se la durata aumenta, infatti, il sorriso viene considerato “sociale” o di circostanza.

 

6 modi di bere il caffè che raccontano qualcosa di te

6 modi di bere il caffè che raccontano qualcosa di te.

Il caffè è la bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua. La pausa caffè è sempre cosa sperata ed è anche raccomandabile. Il caffè fa bene, inoltre, alla salute! Ma la domanda principale è: come bevi e gusti il tuo caffè?

1. Bevete il caffè a piccoli sorsi, scrutandone il fondo.

Probabilmente, siete delle persone fataliste. La giornata che si prospetta è identica alla precedente e sarà uguale alla successiva. Ogni tanto, concedervi qualche slancio!

2. Bevete velocemente il caffè, tutto d’un fiato.

Siete dei drogati del lavoro. Pronti ad iniziare una nuova giornata in forma smagliante. Ogni tanto, però, chiedetevi se state correndo o scappando!

3. Girate il cucchiaino guardandovi intorno, lasciate raffreddare il caffè e poi lo bevete con una smorfia di amarezza.

Siete tendenzialmente negligenti e anche un po’ paranoici. Respirate lentamente e la prossima volta, aggiungete altro zucchero!

4. Sollevate la tazzina del caffè mantenendo la curvatura del pollice e dell’indice, allungando il mignolo.

La polemica è il vostro campo di battaglia, così come il giudizio. Per voi le cose sono giuste o sbagliate. Allenatevi un po’ alla flessibilità!

5. Dimenticate di togliere il cucchiaino nella tazzina, che si infila sistematicamente nel vostro occhio.

Goffaggine generalizzata. Avete sempre la testa tra le nuvole e mille pensieri. Ci vuole un po’ di metodo!

6. Bevete il caffè alternando le mani.

La cosa è inconsueta. Forse, come voi. Probabilmente, avete anche qualche disturbo dell’umore cui non prestate mai molta attenzione!

 

Il rettile che è in noi.


Tutte le cose che mi piacciono sono illegali, immorali oppure fanno ingrassare (A. Woollcott).

La struttura del cervello va analizzata da un punto di vista dell’evoluzione. Questa pseudologica appare paradossale, poiché, ogni volta che le attività e i comportamenti che il cervello deve governare si complicano, nuove strutture crescono sopra quelle più antiche. I livelli nuovi devono convivere con quelli più vecchi e il problema sostanziale è che non se ne possono affatto sbarazzare!
Per noi, i piani bassi di questo ipotetico palazzo, vengono rappresentati dal cervello dei rettili. All’interno della nostra sopravvalutata scatola, abbiamo in comune qualcosa con i coccodrilli e le lucertole …
La sopravvivenza di un rettile è organizzata in base a quattro obiettivi fondamentali:
1. Nutrizione.
2. Riproduzione.
3. Attacco e fuga.
4. Esplorazione.


In pratica, il primo interesse esistenziale per noi “rettili” è la nutrizione. Mangiare tutto quello che troviamo, poiché il domani non esiste! Oggi, ovviamente, tutti concordiamo che le cose sono mutate, ma non possiamo convincere quella parte del cervello che la pensa diversamente. Il cervello rettiliano, infatti, è così antico da non essere modificabile e di fatto, non apprende.
Il rettile che è in noi è sprovvisto di freni morali e non conosce leggi. A tenerlo a bada è solo l’inquilino del piano di sopra, la neocorteccia prefrontale. Una delle sue funzioni è proprio quella di inibire o modulare l’attività del rettile. Il problema, questa volta, è che la corteccia prefrontale va allenata!
Oggi, sappiamo che siamo mossi, tra l’altro, da due piaceri fondamentali: il piacere consumatorio e quello anticipatorio. È meglio consumare o desiderare? Sembra un dilemma amletico, ma gli antichi sostenevano che “ogni animale è triste dopo l’accoppiamento”. È meglio vivere di gioie che vengono dall’attesa? È meglio l’attesa del piacere che il piacere stesso?


Il piacere consumatorio è quello che si prova nel momento della soddisfazione di un bisogno primario, ad esempio, durante l’assunzione di un cibo prelibato. Il piacere anticipatorio è legato, invece, al desiderio. Quando ci sentiamo, ad esempio, attivati verso un determinato obiettivo, viviamo in una situazione di desiderio intenso che pur diverso dal piacere consumatorio è comunque stimolante.
Il piacere consumatorio è legato alla classe degli oppiacei. Il piacere anticipatorio si basa, invece, sulla mediazione di un neurotrasmettitore, la dopamina. La scarica di dopamina viene percepita dal cervello come un’anticipazione del piacere consumatorio, ed è questo che ci spinge ad agire!
Quando otteniamo qualcosa, acquistando magari la padronanza di un’attività o mentre conquistiamo un obiettivo, avviene un “picco” del rilascio di dopamina. Il picco ha uno scopo preciso: la dopamina agisce in modo coordinato con l’acido glutammico per fissare il legame tra i neuroni che si sono attivati nel generale il comportamento vincente. In tal modo, memorizziamo tutti gli aspetti che sono stati utili per raggiungere proprio quell’obiettivo: sensazioni visive, uditive, viscerali, motorie, quindi, l’atteggiamento mentale giusto!

Potremmo dire che il senso di padronanza acquisito e la sensazione di potercela fare, scatenano il rilascio di dopamina e poi, alimentano il desiderio di ripetere l’esperienza. Quando l’obiettivo è scontato, il senso di padronanza o sfida viene stimolato poco e, di conseguenza, anche il rilascio di dopamina. Attenzione a quando l’obiettivo è semplicemente considerato impossibile. In tal caso, non vi sarà alcun rilascio.
Il piacere di sentirsi capace rappresenta un meccanismo fondamentale per la sopravvivenza, soprattutto per noi esseri umani, che nasciamo inermi e con pochissime competenze. Ricordiamo, inoltre, che il senso di padronanza si acquisisce solo con una forte automotivazione e con ferrea perseveranza.

Fonte: OPUS, Pietro Trabucchi. Corbaccio, 2018.

Il Domani è Oggi

Il Domani è Oggi. 

Introduzione

Vi sembrerà strano, ma tutti, siamo puntualmente in ritardo!
Il nostro cervello, infatti, elabora le informazioni dopo qualche frazione di secondo dalla percezione degli stimoli che provengono dal mondo circostante. Quindi, che lo vogliate o meno, il rapporto con il tempo è comunque vincolato oltre ad essere squisitamente capriccioso e soggettivo.
Lo studio sul tempo e sulla tendenza a rimandare parte qualche anno fa, quando dovevo “inventare” una tematica nuova e affascinante per discutere la mia tesi di laurea in psicologia. Ironia della sorte, trovai però un docente universitario che per quanto entusiasta e interessato rimandava sempre i miei appuntamenti e il grosso rischio, per me ovviamente, era quello di procrastinare anche la mia data di laurea.
Fortunatamente o sfortunatamente, ancora oggi non sono in grado di dirlo, avevo la sensazione che il tempo trascorreva velocemente e il mio animo forse inquieto mi diceva, invece, – lo fa imperterrito ancora – che mi dovevo sbrigare!

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È assodato dirvi che cambiai tematica e quindi anche docente universitario! La mia priorità, il mio focus era laurearmi in una data precisa e non ammettevo procrastinazione alcuna.
L’anno dopo alla mia laurea, decisi di mettere nero su bianco il materiale che avevo ricercato con tanta sensata parsimonia e pubblicai il mio primo libro da un titolo alquanto improbabile: Procrastinazione Universitaria e Disorientamento Personale. Avrei voluto dedicarlo a quel professore ma fui diplomatico e lasciati perdere.
Sicuramente, se avessi studiato al tempo meglio strategie di marketing, avrei trovato un titolo differente!
Di fatto, in meno di un centinaio di pagine illustravo le ricerche internazionali sul tema della procrastinazione, ovvero della tendenza a rimandare, sottolineando, con velata enfasi che ognuno di noi, almeno una volta nella vita ha rimandato qualcosa: una decisione, un compito, un comportamento.
Chiaramente, l’impegno di tradurre e adattare le ricerche avvenute in altri Paesi non fu semplice ma la volontà si trasformò in spietata ostinazione, poiché mi accorgevo, progressivamente, che la tematica riguardava ognuno di noi, a trecentosessanta gradi e in ogni ambito; dallo studio, alla vita privata, a quella relazione, sino a quella lavorativa.

Antistress
Da quei primi studi ho ricavato anche altre due “leggi” importantissime e strategiche per le umane esistenze e per la mia:
1. Per ottenere dei risultati differenti occorre fare cose diverse ma soprattutto cambiare, in un certo modo, la nostra forma mentis.
2. Le persone, in generale, hanno una grande difficoltà nel cambiare e soprattutto devono sapere in che modo farlo. Tale difficoltà è così radicata che spesso non vogliamo mutare abitudini difettose o comportamenti che portano da nessuna parte, quasi fossimo orientati naturalmente al masochismo.

Qualcuno, sicuramente, potrebbe inneggiare a una o più solite originali leggi della motivazione, cioè che occorre, per forza, essere sufficientemente motivati ma ho scoperto, nuovamente, tra teorie e pratiche, che in talune occasioni non è solo questione di motivazione e che non possiamo sempre aspettare la vena giusta, l’ispirazione, la spinta proficua. Occorre essenzialmente iniziare!

Procrastinazione universitaria e disorientamento personale
Qualche anno più tardi, trasformai il mio primo saggio sulla tematica, in verità unica opera in Italia scritta sino a quel momento, in un secondo libro dal testo sicuramente più originale e ammagliante: Il Domani è mai: 29 modi per smettere di rimandare.
Ebbe, sin da subito, un discreto successo, poiché era un condensato di spiegazioni e argomentazioni sull’identità del procrastinatore, delineando un vero profilo o identikit ma soprattutto suggeriva in modo velatamente sottile e persuasivo come fare a smettere di rimandare.
Il destino o fato avverso o le stelle pigre, vollero che il testo si trasformò, per qualche insensata ed oscura legge del mercato, in un oggetto introvabile! E ancora oggi lo è, tanto che mi capita di ricevere alcune email o telefonate di persone che mi chiedono disperatamente il libro e mi ritrovo, mio malgrado, a rimandare ad altri tempi la spedizione!


Nel libro, suggerivo, inoltre, in modo ludico ma professionale, almeno 29 modi per combattere la problematica. La gente è attratta dai numeri o dalle statistiche, danno un senso di maggiore efficacia e stabilità!
Quando la gente mi chiedeva perché 29 modi? Bhè, perché ne avevo trovati 29 sino a quel momento e se avessi perfezionato meglio sempre il fatidico marketing, lo avrei sottolineato diversamente, magari con 69 sfumature per smettere di rimandare!
Sono giunto quindi alla conclusione di dover scrivere un nuovo libro, partendo proprio da quelli precedenti, ampliandone in modo pragmatico le argomentazioni e le soluzioni.

Il Domani è Oggi presume arricchire il versante cognitivo, emotivo e motivazionale del lettore che si trova, suo malgrado, a identificarsi proprio con il procrastinatore.
È un libro ugualmente utile agli altri, a tutti, poiché enfatizza una costante della vita, ovvero il tempo, nella sua percezione oggettiva e soggettiva, nel suo vissuto e nel suo scorrere creativo, indeciso o convinto.
Per quanto la fisica, da Einstein in poi, consideri il tempo un’illusione ostinata, la ricerca neuroscientifica ci dice che tutti gli esseri viventi possiedono un “senso” del tempo ed è proprio questo che conta ed ha, indiscutibilmente, un immenso valore magico.

In fondo, il tempo è proprio una cosa buffa! Oggi c’è e domani pure ma, a volte, non c’è né oggi né ci sarà domani.
Dove andrà mai? Cosa mai avrà da fare? Strana sorte quella del tempo. A volte, è poco, altre volte troppo; è mutevole… cambia e cambia ancora, gioca, si ferma, corre, si eclissa, riparte.
Forse, un giorno, ce ne sarà abbastanza per comprendere che era con noi e per noi ma che, ormai… si è perso!

Il tempo

PSICOLOGIA

Le armi della persuasione

Esistono delle armi persuasive? Quanto siamo influenzabili?
Se vogliamo rendere più cordiale con noi una persona, sarebbe sufficiente metterle in mano una bevanda calda! Se vogliamo che i nostri dipendenti si impegnino di più, sarebbe utile mettere una foto di un podista che taglia il traguardo e se vogliamo che valutino seriamente una nostra proposta, mostriamo loro la foto del Pensatore di Rodin!

Per quanto vi possa sembrare strano, siamo facilmente influenzabili e la nostra cara razionalità, in realtà, conta ben poco …
Diversi anni fa, un ricercatore universitario inviò dei bigliettini di auguri a sconosciuti durante il periodo natalizio. Per quanto si potesse aspettare un minimo di risposte, scoprì, con sua sorpresa, che la maggioranza di queste persone contraccambiò gli auguri!
Intorno agli anni ’90, l’Etiopia, forse tra i Paesi più poveri al mondo, inviò sorprendentemente aiuti al Messico che aveva vissuto un tragico terremoto. Molti altri Stati si meravigliarono, compresi personaggi politici, ma ben pochi si ricordarono che il Messico aveva aiutato l’Etiopia nel 1935 dopo l’invasione dell’Italia.
Questi primi esempi, ci espongono chiaramente il concetto della “reciprocità”, ovvero, che solitamente, ci sentiamo di contraccambiare l’altro. Tale principio della persuasione, ben conosciuto nella comunicazione pubblicitaria, nel commercio in generale e nella politica, è così radicato che già a due anni influenza il nostro comportamento. Ricevere cose ci fa sentire in debito è non è un caso che in molte lingue sia diventato sinonimo di “grazie” (obbligato). Non c’è società umana che oggi non condivida questa regola!


La persuasione aumenta se il nostro “regalo” è significativo, inatteso e personalizzato. Abu Jandal, ex capo delle guardie del corpo di Bin Laden, cedette completamente agli interrogatori, quando ricevette dei biscotti per diabetici: un chiaro esempio di dono o favore inatteso, significativo e personalizzato.
Un’altra arma persuasiva è la “simpatia”. Se viene associata con l’abilità di sottolineare le somiglianze e fare complimenti, si creano le migliori condizioni per far dire di si! Camerieri istruiti nell’imitare lo stile verbale dei clienti ricevono mance doppie; commessi che adottano posture simili a quelle della clientela, aumentano le vendite e negoziatori che adeguano il loro stile linguistico a quello della controparte, ottengono esiti più favorevoli.

Le persone, di norma, ritengono adeguato credere, sentire o fare qualcosa nella misura in cui altri lo credono, lo sentono o lo fanno! Se sappiamo che molte altre persone, simili a noi, rispondono in un certo modo, quella risposta ci sembra più valida e quindi più giusta. Questo principio, detto “riprova sociale”, è un altro pilastro della persuasione e ci dice, di fatto, che il nostro comportamento può uniformarsi a quello della massa.
Avete mai notato un vasetto di monetine vuoto al bar? Probabilmente no. Vedere monetine mentre prendiamo un caffè, ci spingerà a capire che è consuetudine in quel posto, lasciare gli spiccioli!


La persuasione aumenta se il comunicatore è autorevole o persona “esperta” ma chiaramente, devono trapelare anche caratteristiche di affidabilità e onestà. Legate al fattore autorità, si intrecciano anche l’aspetto e la bellezza, sebbene tenderemo a negarne gli effetti!
Come persone, vogliamo avere di più proprio quello di cui c’è meno! L’avversione all’idea di perdere qualcosa che vale è tipicità umana, inoltre, la scarsità di un bene ne aumenta anche il valore apparente. Le varie offerte commerciali, le promozioni, rispondono a tale principio di “scarsità”.

Infine, desiderano ardentemente la “coerenza”. Il marketing e il commercio conoscono bene anche tale principio. Ci piace essere coerenti, quasi sempre, con i nostri impegni, dichiarazioni fatte, posizioni prese.
Siamo influenzabili? Direi proprio di si! In fondo, siamo profondamente delle creature mosse dalle passioni e la supposta razionalità, di cui tanto parliamo, viene spesso violata.

Paura dei Temporali? Prova con l’Ipnosi

La paura intensa dei temporali è una paura abbastanza diffusa, indipendentemente dall’età o dall’ambiente di provenienza. …

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Sulla Libertà …

Sulla Libertà … In questi giorni particolari, che spero costituiscano memoria per tutti, mi sono fermato, spesso, sulla …

Droni e Scena del Crimine

DRONI E SCENA DEL CRIMINE Introduzione.   L’utilizzo e l’impiego del drone in ambito forense e più nello specifico …