Autore: <span>Mirco Turco</span>

I Brillanti Scettici

I Brillanti scettici, conosciuti anche con il termine clinico “paranoidi”. Sono persone accurate, molto precise e attenti osservatori. Imparano con molta facilità e comprendono l’essenza delle cose.

Hanno un atteggiamento sospettoso, critico, improntato sul controllo, l’aggressività, la gelosia e l’elevata sensibilità.

Solitamente reagiscono con ira se sono colti alla sprovvista ed hanno una grande paura di essere feriti o rifiutati.

Se ti riconosci in questo breve profilo, ammetterai anche che hai imparato presto nella vita. Solitamente intorno ai 2 anni! I bisogni sono stati troppo spesso trascurati. Ad esempio, quando desideravi approvazione da parte dei genitori.

Nei confronti degli altri mantengono un atteggiamento distaccato. Spesso brillanti pensatori, possono essere dei dipendenti efficienti che si aspettano però la perfezione anche dagli altri.

Il problema principale dei Brillanti scettici è la fiducia.

Essi, infatti, devono imparare a fidarsi, smettendo di criticare. Hanno bisogno di sentirsi al sicuro e possono capire che si possono “alleggerire”, abbandonando il controllo spasmodico di ogni cosa.

Gli altri devono essere sicuri, prevedibili e devono supportarli, dando un senso di chiara e palese fiducia. La logica pervade le relazioni interpersonali dei paranoici. Il loro comportamento aggressivo, comunque, non è legato a nessuno in particolare, ma è un atteggiamento difensivo.

I Brillanti scettici possiedono tante risorse interiori e possono essere affidabili anche nelle situazioni critiche.

I Sognatori Creativi

Psicologia e Carattere.

I SOGNATORI CREATIVI”

Ognuno di noi si adatterebbe alla vita in modo differente e tali strategie si edificano già quando siamo molto piccoli (circa 2 anni). Se ad esempio, cresciamo in un ambiente in cui non si preoccupano di noi e delle nostre necessità, se i genitori sono troppo distratti, se riceviamo un’incostanza nelle cure, decidiamo di far fronte alle situazioni da soli. Lo scopo è infatti sopravvivere. Ma come?

Potremmo distaccarci dagli altri e non fare ricorso a nessuno. Banalmente, potremmo anche pensare che non è necessario disturbare gli altri. Addirittura, potremmo attaccare e criticare per gestire e affrontare le difficoltà e i pericoli e quindi osservare il mondo con consequenziale scetticismo, facendoci anche delle idee precostituite e avventate sugli altri. In altri casi, potremmo sviluppare un’attività riflessiva veloce o intelligenza intuitiva istantanea, sempre e comunque per sopravvivere!

In psicologia clinica, si parla di “carattere” come il risultato dell’interazione della persona con l’ambiente. Il “temperamento” riflette, invece, una base biologica. La “personalità” è frutto dell’interazione tra temperamento e carattere ed è da considerare come un concetto dinamico nell’arco della vita di un individuo.

I “sognatori creativi”, diversamente definiti schizoidi, sono persone tendenzialmente tranquille e disponibili. Con essi su può comunicare piacevolmente. Non hanno grosse pretese e appaiono, sovente, creativi e fuori dagli schemi. Sviluppano una certa forza interiore e cercano molto di compiacere gli altri. Indipendenti, sono anche affidabili e ben disposti ad aiutare il prossimo. Tendono a non invadere gli spazi altrui.

In situazioni di stress possono reagire con distacco, passività e una sorta di intorpidimento, con atteggiamenti di spaesamento e rigidità mentale. Durante le eventuali discussioni accese o comunque frustranti possono “sparire” sul piano emotivo o avvertire tristezza, ansia e imbarazzo.

I sognatori creativi amano l’arte in generale, l’architettura, la poesia ed hanno uno stretto legame con la natura. Alcune volte possono sentirsi “persi” nel loro pensiero e dimenticarsi della vita reale. Sono amici affidabili e non pretendono molta attenzione. Tollerano bene la solitudine.

Hanno imparato presto nella vita a non volere troppo e cercano di prendere le distanze da troppa preoccupazione e dai problemi.

Sembrano essere nati “silenziosi” o comunque hanno temuto, in qualche modo, di sopraffare i propri genitori che, generalmente, erano già troppo ansiosi o stressati. Per questo non vogliono creare ulteriori problemi.

Sperano comunque che qualcuno, prima o poi, si possa prendere cura di loro. L’idea di fondo che hanno ricevuto è “Non pretendere troppo da me”.

I sognatori creativi devono dedicarsi maggiormente a loro stessi, sentendosi vivi. Devono rientrare in contatto con i propri sentimenti e i bisogni. Hanno anche necessità di uscire dal loro “distacco” e dalla passività.

È opportuno avvicinarsi a loro con una certa delicatezza, comprendendo che il loro silenzio non è vuoto. Apprezzeranno la vostra chiarezza e la vostra forza che è proprio ciò che è mancato nella loro infanzia.

Vittime e Carnefici

La Regione Puglia, il Polo Biblio – Museale di Lecce, il Teatro Pubblico Pugliese, Piil Cultura, Provincia di Lecce, Città di Lecce hanno dato il via all’evento organizzato da Criminal Meet di Mirco Turco e I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno. Il Male inteso come categoria astratta è di difficile collocazione e connotazione, perché si presta ad un’analisi polisemica che spesso sfugge e sovente oltrepassa i confini del dicibile, divenendo oggetto di studio di scienze non scienze, o addirittura tema di discussione e dibattito in ambito esoterico. Il Male se affrontato in chiave scientifica, presenta un prisma di sfumature ricchissimo. Può divenire colpa, offesa, reato. In quest’ultimi casi le scienze e le discipline che se ne occupano sono la psicologia, la psichiatria, la criminologia. Ed ecco che tra discussioni, confronti, libri, riflessioni, narrazione e teatro nasce l’appuntamento dal titolo “Vittime e Carnefici”, un evento unico ed eccezionale …

Nasce quindi un nuovo Format, con lo scopo di “portare in giro” per l’Italia, la nostra scienza e la nostra arte, con convinzione e passione che da sempre contraddistinguono il nostro team.

prima rassegna stampa

PRESENTI A LECCE

Mirco Turco

Psicologo leccese, Ipnologo, Criminologo, Direttore Scientifico del Forensics Group, Ideatore di Criminal Meet, Formatore e autore.

L’Ottimismo del Diavolo, definito già da molti lettori un thriller imperdibile, sorprendente e geniale, da “divorare” in pochissimo tempo. La critica lo incornicia come un giallo che soddisfa tutti i requisiti (cosa non facile) con stile ironico e ottime capacità espressive dell’autore che mostra, al contempo, stile accattivante e originale. C’è chi sostiene, invece, che nel romanzo ci sia tutto il DNA puro dell’autore, un autentico esploratore dell’animo umano e del comportamento, capace di trasformare le sue grandi conoscenze psicologiche e criminologiche ini scrittura romanzata. L’Ottimismo del Diavolo è, insomma, un libro da leggere, se non fosse anche per la prima recensione fatta dalla nota Criminologa Roberta Bruzzone, che parla di un “imperdibile viaggio nella parte più oscura e profonda dell’animo umano che è presente in ognuno di noi magistralmente descritta da Mirco Turco. La trama è una continua sfida che rende inevitabile affrontare i peggiori demoni interiori che popolano la vita del protagonista. Un libro imperdibile”.

Elisa Tricarico

Sociologa, Criminologa, Grafologa Giudiziaria, Autrice, membro del Forensics Group e di Criminal Meet.

L’omicidio del piccolo Gregory Villemin.  È il 1984 quando nel fiume Vologne, che attraversa un piccolo paesino sperduto tra i Vosgi, viene ritrovato il corpo di Grégory Villemin, di appena quattro anni. L’omicidio, però, non è altro che il culmine di due anni di lettere e telefonate minatorie alla famiglia Villemin da parte di un anonimo che si fa chiamare “il corvo” e che oggi, dopo trent’anni, non è ancora stato possibile identificare con certezza. A rendere praticamente impossibili le indagini, oltre a tutta una serie di errori della polizia e della gendarmeria, l’omertà dell’intero paesino e la protezione che i membri della famiglia si sono assicurati l’un l’altro. Il saggio riprende dall’inizio e fin nei più piccoli dettagli una storia sconvolgente, che ci ricorda che i mostri, spesso, sono molto più vicini di quello che crediamo.

Alice Mignani Vinci

Assistente Sociale, Pedagogista Giuridico, Criminologa, Autrice, membro del Forensics Group e di Criminal Meet.

Le coordinate del male. Un viaggio nelle ragioni, nelle coordinate del male, nelle sue inquiete correnti alternate, nel suo oceano di contraddizioni e circostanze, là dove possedere una bussola è arbitrario, perché parliamo e trattiamo di complessità… Questo lavoro intende indagare, in una prospettiva integrata che intreccia i saperi propri del servizio sociale penitenziario, della criminologia forense e della pedagogia della devianza, quelle che sono le ragioni e, appunto, le coordinate dell’azione dissociale e criminale.

Corinne Vigo

Esperta in Sviluppo Personale e Organizzativo, Laurea in Psicologia, Formatrice e Coach, esperta in formazione teatrale, membro del Forensics Group e di Criminal Meet.

Stefano Donno

Filosofo, fotografo digitale, editore. Autore di diverse pubblicazioni in ambito poetico ed esoterico. Suo articoli sono apparsi su prestigiose sedi editoriale nazionali e internazionali. Diversi componimenti poetici sono inseriti in prestigiose antologie in Italia e all’estero. Del suo lavoro si sono interessati financo quotidiani e riviste del Messico, e del Vietnam.

I libri de i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno presentati durante l’evento:

Dagli antichi altari al culto di Satana a cura di Antonia Depalma e Vincenzo de Lisio – Collana Universo del Mistero diretta da Mario Contino

Ecco una nuova singolare pubblicazione dal titolo significativo “Dagli antichi altari al culto di Satana” a cura di Antonia Depalma e Vincenzo de Lisio Collana Universo del Mistero diretta da Mario Contino (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno). Antiche pratiche, talvolta basate sul bisogno di una conoscenza più autentica, sono state assoggettate ad un relativismo temporale che ha modificato, di generazione in generazione, l’agire, ed ha integrato un simbolismo sempre più ampio distaccandosi, talvolta, dagli usi più arcaici in favore di nuovi approcci. Questo volume si pone come manuale per la conoscenza storica e simbolica, a fini investigativi nell’ambito della criminogenesi e della criminodinamica, analizzando le correnti che caratterizzano il mondo dell’iniziatico e dell’occulto che, nella sua complessità, ha dato origine a forme devianti e che talvolta diventa il protagonista di scenari di cronaca nera.

Antonia Depalma

Laureanda in giurisprudenza, è esperta di Criminologia Clinica con particolare riferimento alla realtà settaria satanista ed esoterica.

Stalking sconfiggerlo si può! 

Un libro per aiutare le donne ad affrontare situazioni senz’altro incresciose che qualche volta sfociano in vere e proprie tragedie: si tratta dello stalking, tema a cui è dedicato un libro del magliese Antonio Russo. Nel saggio sono raccontate anche due esperienze di donne che sono state aiutate. Consigli, ammonimenti, indicazioni da Antonio Russo, criminologo, per 24 anni nell’Arma dei carabinieri e che nell’introduzione esplicita il suo obiettivo: «Con questa guida mi propongo di fornire informazioni sul tema dello stalking e di dare consigli, suggerimenti, pareri alle persone che ne sono vittima, perché il primo passo per evitare che le donne (in modo particolare, ma non unico) continuino a essere oggetto di violenza è l’informazione, il raggiungimento della consapevolezza che ciò che subiscono è punibile per legge e che possono contrastare il loro persecutore».

Antonio Russo

Lavora presso gli uffici della Stazione dei Carabinieri di Lecce, per poi dedicarsi  al mondo criminologico e investigativo.

Le figlie delle onde di Valentia Madonna

Vicende nati dalla sua fantasia s’intrecciano con eventi storici e luoghi realmente esistenti. Senza mai rinunciare agli elementi che caratterizzano le sue storie, ovvero la musica e il mare, la psicologia e il mistero, Valentina Madonna dà vita a un nuovo Mystery che s’ispira sfacciatamente alla produzione letteraria della sua scrittrice preferita, Agatha Christie.

Valentina Madonna – Laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Parma, Valentina Madonna fino ad oggi si è occupata di musica, esibendosi come soprano lirico e come interprete di canto jazz. 

“VITTIME E CARNEFICI” proseguirà in altre città italiane.

Ipnosi e Bambini

L’ipnosi moderna come pratica clinica con i bambini emerge in Europa nel diciottesimo secolo, ma abbiamo testimonianze anche più antiche e  riferimenti biblici. La nascita dell’interesse “moderno” per l’ipnosi infantile in campo scientifico viene conclamata con la pubblicazione su Science nel 1891 di un articolo di Baldwin, intitolato Suggestion in Infancy. Nel corso degli anni aumenta l’utilizzo dell’ipnosi e Milton Erickson descrive dettagliatamente le sue procedure di ipnosi naturalistica applicata ai disturbi infantili.

La trance ipnotica, come “stato di maggior consapevolezza e responsività” sembra incontrare facilmente il mondo infantile, caratterizzato da una naturale propensione alla curiosità e all’immaginazione. Lo stato ipnotico, infatti, è più facilmente raggiungibile in età pediatrica, in cui il rapporto con la realtà è caratterizzato maggiormente dall’assenza di pregiudizi.

L’ipnosi clinica pediatrica è diventata sempre più rilevante negli anni, poiché agisce sulle abilità di autoregolazione delle emozioni e delle cognizioni, oltre ad essere utile per focalizzare meglio l’attenzione, per promuovere autostima e autoefficacia e per migliorare l’immagine di sé stessi. Ma l’ipnosi è anche strumento per affrontare problematiche e disturbi più complessi. La terapia ipnotica risulta efficace per il trattamento di disturbi dello sviluppo e delle problematiche infantili e adolescenziali in differenti aree:

  • disturbi d’ansia e fobie,
  • disturbi da stress post traumatico,
  • disturbi ossessivo compulsivi,
  • disturbi psicosomatici,
  • dolore e pratiche di emergenze chirurgiche,
  • disturbi del neurosviluppo,
  • disturbi dell’apprendimento,
  • disturbi dell’attenzione e iperattività,
  • disturbi dello spettro autistico,
  • balbuzie,
  • mutismo selettivo,
  • disturbi da tic,
  • enuresi, …

I bambini vivono delle esperienze ipnotiche durante le loro attività preferite e tali momenti possono essere utilizzati strategicamente dal clinico per l’intervento creato “su misura”, senza la necessità di induzioni dirette. In ogni caso, le tecniche vanno adattate al livello di sviluppo e alle capacità del singolo bambino, in considerazione anche delle sue caratteristiche personali e delle possibilità di comprensione.

L’ipnosi è un tipo di terapia breve in grado di fornire consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità, restituendo un senso di padronanza e di competenza e che consente di affrontare e superare i problemi nel modo più utile e creativo. Essa risulta efficace, quindi, anche con i bambini e nel corso dello sviluppo.

Indurre sogni in ipnosi: è possibile?

La risposta è SI! La tecnica consiste nel suggerire alla persona di ripetere all’infinito un sogno o una fantasia, informe differenti. Cioè ripetere un sogno con un diverso cast di soggetti e personaggi, in un contesto magari diverso, ma con lo stesso significato. In tal modo, molti pazienti iniziano a ricordare, progressivamente, i loro sogni e a comprenderli come espressione di conflitti interni.

Nella pratica si suggeriscono, ovviamente, sogni piacevoli e che siano, comunque, rilassanti, interessanti e istruttivi. Al paziente è anche permesso di dimenticare parti del sogno, soprattutto se sono stressanti o inquietanti.

Era il 1952 quando Milton Erickson introdusse l’induzione dei sogni come utile strategia per lavorare solla motivazione, sulla associazione di idee, sulla regressione, sull’analisi dei simboli, sulla repressione e lo sviluppo dell’insight.

Il sogno non è solo inteso come una “finestra sull’inconscio”, ma rappresenta uno strumento attivo di intervento terapeutico. L’ipnosi è in grado di indurre e sviluppare la produzione di sogni notturni, ma anche di indurre sogni in stato di trance. In tal senso, i sogni hanno anche un ruolo diagnostico e terapeutico, oltre a rappresentare uno strumento di monitoraggio della relazione terapeutica.

Tra le metodiche oniroipnotiche possiamo ricordare:

  • induzione di ipermensia per sogni spontanei dimenticati o repressi
  • induzione di sogni spontanei notturni
  • induzione di sogni “aperti” in ipnosi
  • induzione di sogni “guidati” in ipnosi
  • manipolazione del contenuto e della comprensione del sogno

Potremmo concludere sostenendo che se il sogno è “la via reale dell’inconscio”, l’ipnosi ne è un’altra …

L’ipnosi nei disturbi dell’alimentazione

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono considerati come disturbi di tipo comportamentale e psicologico. Trovano fondamento nell’interazione mente/corpo, ovvero in quello “spazio” in cui l’ipnosi può agire con ottimi risultati. Ad oggi, i disturbi individuati sono: la pica,  il disturbo da ruminazione,  il disturbo evitante/restrittivo dell’assimilazione del cibo,  l’anoressia nervosa,  la bulimia nervosa,  il disturbo da alimentazione incontrollata o Binge Eating Disorder.

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, pur essendo differenti, hanno svariate caratteristiche cliniche comuni. Possiamo citare, infatti, l’eccessiva influenza del peso o del proprio corpo sui livelli di autostima, l’alterazione della propria immagine corporea con i relativi vissuti, il controllo eccessivo, il consumo compulsivo, le difficoltà emotive che solo il cibo o la “gestione” di questo riesce a colmare. L’aspetto nutritivo diventa, quindi, un vero campo di battaglia per l’affermazione di sé e della propria esistenza.

Le persone affette da tali disturbi sono molto attente agli altri e sono influenzate dal giudizio altrui, inoltre, vivono spesso una dissociazione tra la propria condizione fisica e psicologica reale e la consapevolezza di sé. Tendono ad avere una dispercezione del proprio aspetto fisico e del proprio peso. Recenti studi mostrano, inoltre, che anche la componente gustativa e olfattiva appare compromessa o alterata. Le persone con tali disturbi non si rendono conto che il rapporto con il cibo viene influenzato da variabili psicologiche, relazionali e familiari.

Un altro elemento tipico è l’alessitimia. In tal senso, non è solo una difficoltà a riconoscere le emozioni, ma è più una carente capacità di regolarle. La persona affetta di tali disturbi sembra avere una capacità ridotta o assente di tollerare condizioni affettive negative, quali noia, vuoto, angoscia.

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono molto complessi da inquadrare sotto il versante psicologico e comportamentale, ma tutte le tecniche di intervento, come l’ipnosi, devono necessariamente partire dal creare una salda alleanza terapeutica, un’esperienza emotiva correttiva, un rapport speciale.

Il lavoro clinico, anche attraverso l’ipnosi, può essere impostato attraverso un progressivo uso della negoziazione, volta al riconoscimento delle proprie necessità e di quelle altrui, senza forzare l’emergere di esperienze traumatiche. Occorre lavorare molto attraverso il linguaggio corporeo, in maniera indiretta e in tal senso l’ipnosi, diventa strumento elettivo. Occorre creare poi un contesto ideale in cui le emozioni possano essere espresse e gradualmente gestite. Il disegno o la scrittura automatica possono aiutare in tal senso. Bisognerebbe anche lavorare sulla parte non alimentare del problema. Un riferimento continuo al cibo diventa, infatti, controproducente. Concretizzare una relazione terapeutica stabile diventa, infine, tappa primaria.

L’ipnosi si inserisce in questi disturbi proprio perché può essere magistralmente utilizzata come tecnica indiretta e non invasiva. Inoltre, interviene sui nessi associativi e dissociativi. Permette anche un nuovo dialogo tra mente e corpo, liberando la persona da condizionamenti consci e sovrastrutture.

L’ipnosi ericksoniana è particolarmente utile per il trattamento dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, soprattutto attraverso tecniche di ristrutturazione, regressione, progressione, dissociazione. Essa è di grande aiuto soprattutto nella risoluzione delle problematiche psicologiche che sono alla base di tali disturbi.

Molte ricerche evidenziano come l’ipnosi possa essere associata ad altre terapie, come quella comportamentale, mentre altri studiosi considerano la stessa ipnosi come approccio a sé stante, soprattutto in considerazione della naturale predisposizione delle persone con disturbi alimentari. L’ipnosi risulta, dunque, molto efficace, agendo a livello immaginativo e reale, così come a livello simbolico, metaforico ed evocativo.

L’ipnosi nel DOC -Disturbo Ossessivo Compulsivo

Il DOC, Disturbo Ossessivo Compulsivo è considerato tra i dieci disturbi più debilitanti ed è caratterizzato da pensieri intrusivi e persistenti (ossessioni) che causano angoscia e portano a comportamenti ripetitivi e rituali (compulsioni) destinati a ridurre la minaccia percepita o il disagio avvertito. Diversamente, si può parlare di atti di “magia e contromagia”! Se non affrontato strategicamente, il DOC diventa cronico e causa un disagio significativo a livello individuale e anche per i familiari coinvolti.

Il DOC sembra avere cause biologiche, ma è associato anche a stressor ambientali. Le teorie psicodinamiche, inoltre, riconducono il disturbo ad una regressione difensiva. Sorvolando sulle origini complesse e possibili del Disturbo Ossessivo Compulsivo, attualmente, le terapie utilizzate comunemente sono di tipo farmacologico, associate a psicoterapie, con particolare riferimento a quelle cognitivo-comportamentali. Di recente, si suggerisce anche la stimolazione magnetica transcranica.

Indipendentemente da quanto suggerito in letteratura, da considerare che un buon 25% dei pazienti affetti da DOC non riesce ad impegnarsi in protocolli terapeutici strutturati e che un buon 60% non migliora affatto. Nel 50% dei casi, si ha una rinuncia o comunque un abbandono. Diremmo, diversamente, che i pazienti sono refrattari ai trattamenti!

L’ipnosi è stata ritenuta tecnica efficace per il DOC per molti studiosi, soprattutto se si affrontano i fattori stressogeni intrapsichici e i conflitti del paziente, compresi eventuali traumi esistenziali e tratti di personalità dissociati. Tecniche immaginative possono essere utili per neutralizzare l’ansia nei pazienti, inoltre, vari autori hanno sottolineato il contributo della dissociazione indotta dall’ipnosi come modalità terapeutica di intervento. Essa potrebbe essere utile per regolare la sensibilità del paziente verso gli stimoli interni ed esterni e per distogliere l’attenzione dalle ruminazioni negative.

L’ipnosi può essere utile nel trattamento del DOC se consideriamo soprattutto l’unicità del paziente e la complessità del disturbo. Essa può influire ristrutturando pensieri e convinzioni, oltre che i rituali. Contestualmente, fornisce un rinforzo dell’io e spinge il paziente verso il cambiamento. Utilizzo di metafore, tecniche di confusione, semina, implicazioni, doppi legami ed altre strategie ericksoniane possono sicuramente risultare utili. Attraverso la dissociazione, inoltre, si può rompere il “circolo vizioso”.

La letteratura scientifica sull’uso dell’ipnosi nel trattamento del DOC è carente e si riferisce, sovente, a singoli casi. Attualmente, il livello di efficacia è poco valutabile.

L’ipnosi nell’infertilità

Le cause dell’infertilità (maschile e femminile) sono varie e possono essere collegate all’età, allo stile di vita, all’abuso di droghe e alcool, al fumo di sigarette, all’inquinamento ambientale. Quando si parla di sterilità, invece, ci si riferisce soprattutto a cause di natura biologica che impediscono il concepimento.

L’OMS, in merito all’infertilità, valuta che il problema riguardi addirittura il 20% delle coppie, mentre il Registro Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita parla di: infertilità maschile al 29,3%, infertilità femminile 37,1%, infertilità maschile e femminile 17,6%, infertilità idiopatica circa 15,1%, fattore genetico 0.9%.

L’infertilità compromette l’equilibrio e la qualità della vita delle persone che non riescono, di fatto, a realizzare il loro desiderio di genitorialità. Ciò comporta, sovente, vissuti di stress, ansia, depressione, senso di fallimento, frustrazione. Il disagio conseguente si riflette, pertanto, non solo sul piano individuale, ma anche a livello di coppia, intergenerazionale e sociale.

 

Secondo alcune ricerche i fattori psicosociali verrebbero scarsamente considerati durante le procedure di Fecondazione Assistita. I vissuti emotivi e relazionali vengono lasciati fuori dal percorso. La letteratura scientifica mostra, invece, che tali aspetti potrebbero fortemente compromettere l’impianto embrionale. Tra i fattori psicosociali che possono essere associati all’infertilità, abbiamo infatti lo stress. Lo stress, nelle donne, può attivare l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene provocando un aumento dei livelli di cortisolo, che riduce la secrezione delle gonadotropine (FSH e LH) inibendo così l’evoluzione. Negli uomini, invece, interferisce con la qualità del liquido seminale, oltre che in termini di quantità e motilità.

Un altro fattore che potrebbe interferire con la fertilità è l’alessitimia, ovvero una patologia che compromette il riconoscimento delle emozioni. Inoltre, si sono riscontrati anche problemi legati al vissuto ambivalente della maternità, così come conflitti in termini di genitorialità. La letteratura psicoanalitica si occupa nello specifico di tali aspetti. L’ipnoanalisi potrebbe essere utile in tal caso. In generale, l’ipnosi è utile ed efficace:

  • nella riduzione dell’ansia e dello stress fisico
  • nell’apprendimento di tecniche di rilassamento
  • nello sviluppo di nuove capacità di coping
  • nell’ampliamento della consapevolezza e cura di sé
  • nella promozione della ricettività e della positività
  • nell’innalzamento del tasso di gravidanza

Controllo dello Stress MIrco Turco

L’ipnosi promuove la fertilità poiché riduce, in primis, gli ormoni dello stress, oltre alla riduzione dell’ansia e della secrezione di catecolamine. L’ipnosi facilita le tube di Falloppio a rilassarsi e a dilatarsi in modo che l’ovulo possa viaggiare senza ostacoli lungo le tube per impiantarsi nell’utero. L’ipnosi potrebbe migliorare l’interazione tra embrione e utero attraverso la creazione di un’azione immunologica favorevole che facilita l’impianto embrionale. Inoltre, facilita la riduzione della disregolazione immunitaria associata a stressors acuti, modulando efficacemente sottogruppi di cellule T.

Oltre alle tecniche di rilassamento, si può intervenire, ad esempio, attraverso “immagini correttive”, modificando le rappresentazioni interne del sistema riproduttivo, affinché possa essere percepito diversamente, come efficiente e desiderabile. L’ipnoterapia può essere di rilevanza strategica, inoltre, nei percorsi di coppia per la fecondazione assistita. Inoltre, l’ipnosi gioca un ruolo chiave nella modulazione dell’ossitocina, un neurotrasmettitore che regola l’affiliazione sociale e il legame di attaccamento madre-bambino.

Nel 1958, Milton Erickson propose un suo studio sperimentale sull’infertilità. Il training ipnotico strutturato fu proposto per un periodo di 6 mesi ad un gruppo di 20 donne. Lavorando sulla riduzione dell’ansia e sul rilassamento muscolare e il flusso sanguigno, ridusse anche gli spasmi tubarici. Le 10 donne che continuarono il trattamento ebbero tutte una gravidanza.

Certificare il Fattore Umano Mirco Turco

L’ipnosi, oltre a tecniche di rilassamento, si avvale anche di protocolli che prevedono il rinforzo dell’io, la riduzione di convinzioni limitanti e negative, le visualizzazioni guidate, la progressione nel tempo, l’immersione nell’inconscio, …

Non esistono controindicazione nell’utilizzo dell’ipnosi nelle problematiche relative alla procreazione. Inoltre, la ricerca evidenzia un’efficacia molto buona.

 

Innovazione, Risorse Umane e odore di fritto …

Empowerment, soft skills, commitment, engagement … e ora arriva anche il “purpose”.

Le Risorse Umane cercano persone d’altri tempi, insomma! Ovvero, individui che si impegnino nel loro lavoro, che traggano fuori il loro potenziale, che sappiano rapportarsi intelligentemente con gli altri e che utilizzino anche le emozioni. Uauu … Inoltre, scoperta del secolo, devono anche trovare il senso di ciò che fanno – il purpose appunto.

A me sembra un modo sofisticato e illusorio di parlare di banalità, di ovvietà. Il senso del non senso. Ma la risonanza di questi termini, forse, incide maggiormente, è più efficace, suona meglio diremmo … Si, perché questa è innovazione. Significa Gestione Strategica e Innovativa delle Risorse Umane! E allora mi accorgo che forse, l’unica cosa che conta davvero oggi è il controllo emotivo. La gestione sapiente delle emozioni, perché, di tanto in tanto, mi verrebbe seriamente di dire solo “ma quante c….te!!!” dite, grandi gestori delle risorse umane di grandi multinazionali? E siete anche convinti.

Dovremmo tornare, forse, a parlare normalmente, con il sano buon senso. Ci circondiamo allora di termini glamour, falsamente innovativi, diabolicamente eccentrici, fantasmagoricamente vuoti. Questione di trend, di mood. Come le moderne cucine, i ristoranti apparentemente aristocratici e gli osannati chef. Ma non sarebbe meglio parlare dell’odore scoppiettante di una frittura poco sana, ma comunque gustosa? Olio che frigge con brio, senza alcuna filosofia raffinata di base. Niente recensioni. Niente classifiche. Nessun profilo organolettico, inutile e sofisticato. Da paranoia. Come le cucine dell’ultimo grido. Innovative come le moderne Risorse Umane. Come la convinzione di una coppia di chef che incontrai tempo fa, per strada, all’angolo del loro locale stellato. Lei, appena ventenne. Pulita in viso, con un odore premestruale addosso e un normale imbarazzo dell’età. Lui, di una manciata di giorni più grande di chi ha preso da poco la patente e con una convinzione malsana e costruita. Basata sul nulla. Altro che narcisismo! In fondo, sei solo uno che cucina, avrei voluto urlargli. Se solo non avessi avuto quel barlume educativo disturbante come una invisibile palla al piede. Chef stellato, decantato come un prezioso vino. Come un Chateau Cheval Blanc del 1947, da 22 mila sterline, per essere banalmente francesi. Convinzioni. Periodi in cui si da valore alla banalità. Nelle aziende, nelle grandi multinazionali, nella P.A., come in cucina! Ed è quella stessa etica del buon senso che ti blocca nel dire che la sua cucina, fa banalmente schifo e che l’azoto liquido, può usarlo solo per bruciare le verruche ai piedi! “Noi non facciamo cucina. Regaliamo emozioni”, mi disse quel giorno. Togliti quel ghigno del c… da dosso e questo pietoso spirito poetico che non avevo neanche in scuola elementare! Spostati. Ci penso io a prepararti un fritto malsano, furioso e scoppiettante. Ti garantisco che le tue arterie svolgeranno la loro funzione con maggior motivazione e ti ringrazieranno. Come la tua compagna, se la lasci in mia compagnia per il tempo sufficiente per confonderla. Diciamo così! Questa è comunicazione efficace. Questa è gestione strategica delle risorse umane … Ma l’educazione fa nuovamente eco. Bussa in testa e frena intenzioni e spirito. Il controllo. È sempre il controllo che ci differenzia dagli altri esseri animali. È sempre il controllo che ci fotte! Ma quel fritto te lo mangeresti comunque. Anche bollente. E ti frega poco di bruciarti. È troppo seduttivo! E vorresti che le stesse aziende, multinazionali, grandi imprese si riempissero proprio di quella nuvoletta oleosa e affascinante. Altro che innovative purpose

E poi, te ne torni a casa, dopo aver passeggiato per due chilometri, con il tuo sigaro che ti consola e un mix di intenzioni e delusioni, mentre ti accorgi che il tuo maglioncino in lana nero, ha un’inspiegabile, magico e diabolico retrogusto di fumo, cortisolo, fritto ed estrogeni. Questa è innovazione!

L’Ipnosi come Risorsa per lo Sport

L’ipnosi nello sport e nella pratica sportiva comincia a diffondersi maggiormente anche in Italia, sebbene manchino ancora dei protocolli di ricerca precisi. L’ American Psychological Association (divisione 30) definisce l’uso dell’ipnosi nel miglioramento delle performance come una ipnoterapia. In ogni caso, ricordiamo che essa è un fenomeno psicosomatico che produce cambiamenti rilevanti e sperimentalmente dimostrati.

L’ipnosi è una vera e propria risorsa per lo sport  e può aiutare l’atleta a rinforzare il raggiungimento degli obiettivi (Goal Setting), contribuendo principalmente al rilassamento psicomotorio. Ma non solo. Il suo contributo è esteso a:

  • aumentare i livelli di attenzione e concentrazione
  • accrescere il controllo e la gestione del dolore
  • migliorare la consapevolezza corporea
  • favorire la gestione dello stress
  • favorire la gestione dell’ansia
  • aumentare la motivazione
  • rinforzare la routine in allenamento e in gara

Nello sport è possibile applicare anche l’ipnosi vigile (Alert Hypnosis), ovvero “quando le persone sembrano eseguire comportamenti e suggerimenti esterni, mentre sono fisicamente molto attive.” Esistono, infatti, dei modelli di induzione in cui si danno dei suggerimenti di vigilanza, attenzione, freschezza e fluidità al posto di quelli tradizionali (sonnolenza, rilassamento, quiete).

L’ipnosi nello sport può aiutare l’atleta anche nel superare alcune convinzioni limitanti, così come atteggiamenti di autosvalutazione, demotivazione, paura di deludere gli altri, autostima ed autoefficacia.  Può aiutare gli atleti ad ottimizzare le strategie di coping, migliorando gli atteggiamenti positivi anche e soprattutto in fase di gara.

Esistono diversi modelli di ipnosi che si possono applicare nello sport e nell’ambito delle prestazioni sportive: dal Modello Multidimensionale, al Modello Sfera, al Multi Level Hypnotic Model.

Tutti i metodi devono tener anche conto della soggettività dell’atleta e sono strutturati in vere e proprie sessioni. Si parte dall’assetto mentale, alla gestione delle eventuali difficoltà (es. fattori distraenti), sino al controllo dell’attivazione fisiologica e delle emozioni. Tecniche di Imagery (visualizzazioni) e di Self-talk sono le strutture portanti dei diversi modelli.

L’ipnosi nello sport può trovare applicazioni anche nella gestione degli infortuni e nel recupero. Particolarmente indicata per gli sport individuali e in quelle attività che richiedono organizzazione, pianificazione e gestione attenta e concentrata del “gesto” atletico. In generale, se riflettiamo, tali prerogative sono tipiche di tutti gli sport, anche in quelli di squadra, dove l’ipnosi può incrementare al contempo la performance, la motivazione, lo “spirito di gruppo”.

L’ipnosi è una grande risorsa anche per lo sport!

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