Mese: <span>Ottobre 2020</span>

Quanto è efficace l’IPNOSI?

 

L’IPNOSI rappresenta un metodo veloce ed efficace per affrontare, gestire e superare una serie di problematiche psicofisiche: da smettere di fumare, al controllo del peso, al miglioramento della performance sportiva, sino all’eliminazione dello stress. Ma non solo …
Attraverso l’IPNOSI  si possono modificare comportamenti e percezioni indesiderate e si possono acquisire nuove abitudini, atteggiamenti e comportamenti. L’IPNOSI ha una grande efficacia anche per migliorare la motivazione della persona, qualsiasi compito o progetto voglia iniziare. L’efficacia dell’IPNOSI (ormai dimostrata da tempo) in psicologia e medicina viene avvalorata da numerosi studi e ricerche. Non ultimo, quello di un istituto francese che ne comprova (se ce ne fosse ancora bisogno) la grande efficacia.

L’Istituto Nazionale della Salute e della Ricerca Medica francese – INSERM ha pubblicato un rapporto “evidence based” sull’efficacia clinica della pratica ipnotica in ambito medico e terapeutico (INSERM U1178, Evalutaion de l’efficacité de la pratique de l’Hypnose – 2015).

Con oltre 200 pagine, il rapporto  passa in rassegna circa 80 studi sistematici di meta-analisi della letteratura scientifica, confermando l’efficacia terapeutica dell’ipnosi nel contesto pre-operatorio, nell’ipnosedazione, nel dolore cronico, nell’ansia, nella sindrome da intestino irritabile e in altri ambiti clinici. Inoltre, si sottolineano i rischi di effetti collaterali inesistenti, con una significativa riduzione del consumo di farmaci analgesici e sedativi.

Nel comunicato si legge, inoltre, che gli effetti dell’ipnosi sono stati anche confermati da moderne tecniche di imaging. L’Institut Curie, parla di una grande conferma degli effetti benefici dell’ipnosedazione e Le Monde, sottolinea la rilevanza dell’ipnosi per la riduzione dei farmaci. L’Institute Francais d’Hypnose – IFH ha curato una rassegna stampa di tutti gli articoli pubblicati e presenta un rapporto di sintesi ad opera di A. Bioy, esperto scientifico e professore di psicopatologia e psicologia medica all’Université de Bourgogne. 

(http://www.hypnose.fr/articles-et-theses/recherche-hypnose-antoine-bioy/recherche-synthese-danalyse-du-rapport-inserm/ )

 

IPNOSI E STRESS

Alcuni studi condotti hanno indagato l’efficacia dell’IPNOSI sulle patologie legate allo stress. Si è così constatato che oltre  il 75%  dei pazienti riteneva i loro sintomi migliorati dopo 12 settimane di pratica ipnotica ed entro un anno il 72% dello stesso gruppo ha avuto una remissione completa dei sintomi.

IPNOSI E ASMA

Nel corso di un periodo di sei anni, 173 pazienti affetti da asma sono stati trattati con l’auto-ipnosi. Circa l’ 82% degli stessi sono molto migliorati o hanno sperimentato la remissione totale dei sintomi.

IPNOSI E ANSIA

Uno studio su 20 individui con ansia, ha dimostrato la riduzione dei sintomi psicofisici  dopo circa 20 giorni di “pratica”. Inoltre, i pazienti hanno avuto anche un sensibile miglioramento a livello cognitivo e fisico.

IPNOSI E PTSD

Diversi studi hanno evidenziato come l’uso dell’IPNOSI nel trattamento del Disturbo Post Traumatico da Stress risulta efficace, così come nella gestione della fobia semplice e nel disturbo di panico.

IPNOSI E INSONNIA

Una recente revisione clinica sull’IPNOSI ha evidenziato che essa si dimostra efficace per il trattamento dell’insonnia.

IPNOSI E DOLORE

A seguito di un esame approfondito della letteratura esistente, una commissione speciale commissionata dalla British Medical Association conclude che: “Oltre al trattamento delle disabilità psichiatriche, c’è un posto per l’ipnotismo nella produzione di anestesia o analgesia chirurgica e interventi odontoiatrici, e nei soggetti idonei è un metodo efficace di alleviare il dolore durante il parto senza alterare il normale corso del travaglio”.  L’IPNOSI risulta elettiva anche per il trattamento del dolore acuto e cronico. La stessa commissione ha specificato, inoltre, che la pratica risulta efficace per rimuovere i sintomi e modificare le abitudini morbose di pensiero e di comportamento.

IPNOSI E DISTRUBI LEGATI ALLA SESSUALITA’

La terapia ipnotica, combinata con quella cognitiva, risultano maggiormente efficaci nel trattamento di problematiche e disordini di natura sessuale rispetto all’applicazione della sola terapia cognitiva.

IPNOSI E SINDROME DELL’INTESTINO IRRITABILE

Numerosi studi dimostrano l’efficacia dell’IPNOSI nel trattamento della sindrome dell’intestino irritabile e per il trattamento dell’ansia ad esso associata.

L’IPNOSI si è dimostrata utile ed efficace per altre svariate problematiche psicologiche, psichiatriche e mediche. Indipendentemente dallo scopo, l’IPNOSI è comunque RIGENERANTE, poiché smuove le risorse e le potenzialità dell’individuo.

 

Duplice Omicidio Lecce.

 

DUPLICE OMICIDIO, LECCE – Intervista e Riflessioni ( in SalentoLive24-com)

 

Torturarli, ucciderli e lasciare una scritta sul muro …

Un ragazzo timido, schivo e introverso, …

Queste le prime frasi che cominciano a “girare” sul presunto killer, in un’area geografica tendenzialmente tranquilla come quella leccese, dove si è consumato un efferato duplice omicidio di una giovane coppia.

Il movente, come qualcuno afferma con convinzione, è l’invidia e al contempo la gente comune, sgomenta, si chiede se è davvero possibile.

Lo abbiamo chiesto al dr. Mirco Turco, Psicologo, Criminologo e Scrittore leccese.

L’Invidia può uccidere?

La risposta è SI, ma non da sola!

La felicità è sempre soggetta all’invidia direbbe Socrate. O in modo più suggestivo, l’invidia è l’ulcera dell’anima.

È un grave errore se consideriamo normale ciò che non lo è. L’invidioso non ha un Io forte e strutturato e si poggia su un Io gregario direbbe Andreoli. È già un buon inizio per specificare che l’invidia non è sufficiente per scatenare una furia omicida, a meno che non sia “affiancata” ad una certa struttura di personalità.

La follia si annida, dunque, in un’apparente normalità, aggiungerei e il duplice omicidio nella nostra Lecce ne è un chiaro e mostruoso esempio.

Quale altra caratteristica potremmo desumere?

Nella condotta delittuosa delineatasi si intravede, oltre all’invidia, una grossa dose di sadismo che contraddistingue, in realtà, molti delitti mostruosi.

Il Sadismo viene inquadrato per indicare alcune “deviazioni sessuali” un cui il soggetto cerca la sofferenza fisica e psicologica come mezzo per ottenere il piacere.

Freud, suggestivamente, ricorda però che tale comportamento va inserito in un registro più ampio che comprende due atteggiamenti speculari: masochismo e sadismo. Le pratiche masochiste, infatti, possono facilmente ribaltarsi e “laddove vi è il masochismo possiamo sempre ritrovare anche il polo opposto, il sadismo”.

Personalità sadico-masochista quindi?

Probabile … soprattutto se consideriamo il duplice omicidio in questione (o meglio, quello che sappiamo).

Il comportamento sadico viene visto come una sorta di lutto negato o patologico, come un tentativo di rifiutare una perdita e compensarla con una fantasia. Ed è proprio da quanto emerge dalla vicenda e dalle prime ricostruzioni.

Il risultato di questo percorso è perciò lo sviluppo di una perversione che sostituisce la relazione, un rapporto, una dinamica interpersonale. Tale soluzione appare però precaria e instabile e sovente, il soggetto sarà spinto all’azione criminosa (così come accaduto).

Nella condotta criminosa, in verità, al sadico interessano maggiormente le proteste di innocenza della vittima, le implorazioni di perdono e i vani tentativi di convincerlo a non compiere un’azione violenta. Il sadico gode anche e soprattutto di questo! In molti sadici, inoltre, si ritrova una forma di distacco emotivo e una percezione di controllo della situazione (prova è la condotta organizzata del presunto killer).

Le persone con tratti di sadismo tendono ad essere aggressivi e traggono piacere solo dopo aver danneggiato la vittima.

È importante anche dire che, secondo alcuni studi, il sadismo non è però solo presente nei crimini efferati, ma anche nella gente comune! Il sadismo potremmo ritrovarlo nel bullo, così come nel teppista di strada o in un gruppo di tifosi di uno sport.

Cos’altro potrebbe esserci dietro?

Il sadismo sessuale può anche essere correlato a caratteristiche personologiche che vanno da quelle narcisistiche maligne a quelle paranoidi. Se tali caratteristiche sono egosintoniche però, siamo in presenza di un disturbo grave di personalità. Ritengo, infatti, che la strada da seguire sia proprio questa …

Tema comune di questo tipo di persone è il vuoto esistenziale, esacerbato dalla disperata solitudine e da una profonda tristezza, fittiziamente colmati da un crimine. Costoro vivono nella morte, e dandola agli altri hanno l’impressione (a livello inconscio) di poter trionfare su di essa. Il passare all’atto diventa una difesa di tipo ipomaniacale dalla depressione direbbe Fornari. La persona viene degradata a cosa, ad una cosa da poter dominare, umiliare, distruggere.

È proprio vero che la normalità non esiste?

Io sostengo sempre che dobbiamo valutare maggiormente la “quantità delle cose” e non la “qualità”. Un lieve sadismo nell’individuo è normale, ma se è spropositato non lo è più. Sentirsi depressi ogni tanto è anche normale, se sono sempre depresso, la cosa cambia!

Queste prime riflessioni pongono l’accento quindi su quanto sia complesso “valutare” l’essere umano e quanto sia diffusa quella “maschera di salute mentale”.

L’essere umano è forse per natura asociale, narcisista, perverso e polimorfo, direbbe Freud o probabilmente, occorre farsi altre e profonde domande e scavare nei vissuti ancestrali degli individui.

Considerate bene ciò che disprezzate e vi accorgerete che è sempre una felicità che non avete direbbe Paul Valery. Al contempo, gli uomini sono stupidi e bramosi degli averi altrui, abusano della propria superiorità quando sono forti e diventano delinquenti quando sono deboli concluderebbe Voltaire. È proprio della “debolezza” umana che dovremmo occuparci oggi, forse più di ieri, affiancandoci con maggior senso, umiltà e responsabilità.

Tutti vorremmo che fosse solo un criminale assassino, ma se non fosse così?

Il duplice omicidio avvenuto a Lecce è qualcosa di “mostruoso” e ha inorridito non solo la cittadinanza, ma anche chi si occupa – per mestiere- di crimine, devianza e soprattutto di psiche e comportamento umano.

Esiste una parte in ognuno di noi che vorrebbe vedere il giovane killer “chiuso perennemente” in carcere, in modo che “venga fatta Giustizia” e che l’anima delle povere vittime e dei familiari possa trovare pace! Da un altro lato, occorre chiedersi, almeno per etica professionale, se effettivamente un crimine orrido e inaccettabile possa essere “interpretato” in altro modo, proprio attraverso una valutazione professionale attenta e rigorosa delle capacità di intendere e di volere.

La cosa potrebbe diventare impellente,soprattutto in questo momento in cui, per Verità o per strategia difensiva, cominciano a “saltare fuori” presunti vuoti di memoria e momenti di “rabbia” inespressi da parte del killer. Cosa potrebbe accadere?

Il De Marco rischia l’ergastolo, come anche supposto da altri esperti di fama nazionale, ma se risultasse un grave Disturbo di Personalità, le cose cambierebbero!

Si ricorda, infatti, che anche il Disturbo di Personalità può escludere l’imputabilità del soggetto, ovvero quando si riscontrano tratti inflessibili, non adattivi, persistenti e che causano una compromissione sociale significativa o sofferenza soggettiva …

La personalità patologica si ha quando si riscontra un’assenza di coerenza interna e di capacità di distinguere il mondo interno da quello esterno; quando la persona è dipendente da emozioni e impulsi poco o non controllabili; quando nutre sfiducia in Sé e negli altri e quando manifesta caratteristiche peculiari (sadiche, persecutorie, …) e quando vi è un’inappropriata e insufficiente gestione dell’aggressività e della sessualità. Balza subito alla nostra attenzione che valutare la Personalità, quindi, non è cosa agevole né può essere un’opinione!

Pertanto, un Disturbo della Personalità è un pattern abituale di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo e si manifesta nella cognitività, nella affettività, nel funzionamento interpersonale, nel controllo degli impulsi. Lo stesso disturbo determina un disagio significativo e una compromissione in ambito sociale, lavorativo o altre aree importanti. Non è poi giustificabile da un altro disturbo mentale o dall’uso di una sostanza stupefacente o altra condizione medica. Da sottolineare che i Disturbi della Personalità esordiscono come tratti in età adolescenziale o nella prima età adulta.

Tutti i criminali sono responsabili e capaci anche quando fanno delle non scelte o fanno determinate scelte, salvo possibilità di provare il contrario” (Fornari, U.).

Criminal Meet

 

Nasce un nuovo progetto!

Raccogliere idee e trasformarle in qualcosa di utile, pragmatico e “sano” è stato sempre un mio obiettivo. Oggi, ho deciso di lanciare CRIMINAL MEET, ovvero uno spazio in cui scienza, curiosità, casi reali, comportamento umano, crimine, delitti, psicologia e tanto altro si incontrano con lo scopo nobile di apportare un contributo alla Società e per rispondere ai vari dilemmi esistenziali. CRIMINAL MEET non solo rappresenta un contenitore per l’appassionato (studente o professionista) di Crimine e Criminologia, ma sarà un nuovo e innovativo brand personale che mi “accompagnerà” nelle diverse attività informative, formative e consulenziali nei settori della Criminologia, Criminalistica, Investigazione e Sicurezza. Non solo articoli e news quindi, ma anche casi reali, curiosità, progetti, formazione e incontri. Un nuovo spazio in cui incontrarsi per ragionare, discutere, argomentare, proporre, raccontare …

 

Che cos’è la Psicopatia?

Oltre all’incapacità di amare, lo psicopatico dimostra sempre una generale povertà emotiva.Sebbene capiti che qualche volta si agiti, abbia accessi di ira, si entusiasmi, scoppi a piangere o si apra in discorsi profondi conditi di parole addolorate sulle sue disgrazie e follie, ad osservarlo attentamente ci si accorge che quella a cui siamo assistendo è più una prontezza di espressione che una forza di sentimento”. (Hervey Cleckley in The Mask of Sanity)

Il Disturbo Psicopatico (psicopatia) si caratterizza da una serie di comportamenti antisociali che iniziano durante l’infanzia. Si caratterizza per una serie di fattori interpersonali, affettivi e comportamentali specifici:

  • Loquacità/fascino superficiale: lo psicopatico è spesso un conversatore divertente e piacevole.

  • Senso grandioso del Sè: la psicopatia è caratterizzata da un’opinione elevata del proprio valore e delle proprie caratteristiche.

  • Bisogno di stimoli/propensione alla noia: lo psicopatico si annoia rapidamente e tende a ricercare la ri-attivazione comportamentale o emotiva assumendo proprio comportamenti a rischio.

  • Menzogna patologica: possiede una notevole prontezza ed abilità nel mentire.

  • Manipolatorietà: può far uso della frode per truffare, ingannare o manipolare gli altri, con la finalità di raggiungere uno scopo personale.

  • Assenza di rimorso/senso di colpa: nella psicopatia ritroviamo assenza di preoccupazione per le conseguenze negative delle proprie azioni.

  • Affettività superficiale: le emozioni sono spesso teatrali, superficiali e di breve durata con assenza di empatia.

  • Deficit del controllo comportamentale: lo psicopatico può essere collerico o irritabile, oltre che rispondere alla frustrazione con comportamenti aggressivi verbalmente o condotte violente.

  • Impulsività: nella psicopatia può essere presente la carenza di riflessione, pianificazione e premeditazione.

Gli schemi cognitivi di uno psicopatico sono spesso rigidi e inflessibili. Lo psicopatico si considera forte e autonomo, mentre l’altro è percepito debole, sfruttabile e manipolabile. Si riscontra, come nucleo centrale, un deficit dell’empatia.



I
n generale, gli psicopatici non mostrano preoccupazione riguardo gli effetti che le loro cattive azioni possono avere sugli altri, o addirittura su loro stessi. Spesso commettono crimini impulsivi e non pianificati, persino quando la probabilità di essere scoperti e puniti sono elevate. Alla base di tali comportamenti sembrerebbe esserci un’incapacità di apprendere informazioni associate alle punizioni e di rispondere in maniera appropriata ad esse.

Di solito, gli psicopatici non hanno uno schema di pensiero che agisce in base a un ragionamento di tipo causa-effetto, ma pensano solo “Lo faccio perché mi va di farlo”. Ciò dimostra che devono necessariamente raggiungere una soddisfazione immediata. Potrebbero essere persone che vivono “alla giornata”, cambiando frequentemente i loro piani. Agiscono seguendo gli impulsi e hanno un’elevata reattività nei confronti di tutto ciò che percepiscono come insulto e offesa, anche se minime.

Una valutazione approfondita della Psicopatia dovrebbe riguardare i seguenti aspetti.

Fattore 1: narcisismo aggressivo

  • Fascino superficiale;
  • Senso di sé grandioso;
  • Menzogna patologica;
  • Impostore/manipolativo;
  • Assenza di rimorso o senso di colpa;
  • Affettività superficiale;
  • Mancanza di empatia;
  • Mancanza di accettazione della responsabilità per le proprie azioni.

Fattore 2: stile di vita socialmente deviante

  • Bisogno di stimoli / propensione alla noia;
  • Stile di vita parassitario;
  • Scarso controllo comportamentale;
  • Promiscuità nel comportamento sessuale;
  • Mancanza di obiettivi realistici / a lungo termine;
  • Impulsività;
  • Irresponsabilità;
  • Delinquenza minorile;
  • Problemi comportamentali precoci;
  • Revoca della libertà condizionale;
  • Molte relazioni coniugali a breve termine;
  • Versatilità criminale.

In verità, la presenza della maggior parte di tali caratteristiche la riscontriamo nei serial killer; in altri casi potrebbe emergere la componente narcisistica. Alcuni psicopatici potrebbero, attraverso l’omicidio, cercare di contrastare un profondo vuoto interiore, raggiungendo una sorta di fama e soddisfacendo, appunto, la componente di narcisismo patologico.

La maggior parte degli psicopatici manifesta gravi problemi comportamentali già durante il periodo evolutivo. Possiamo trovare, infatti , oltre alla menzogna e alla propensione all’inganno, furti, atti vandalici, bullismo, …

Molti psicopatici hanno vissuto in ambienti multiproblematici manifestando quasi tutti tali comportamenti e per un tempo prolungato. La crudeltà precoce nei confronti degli animali appare un denominatore comune e rappresenta un segno di gravi problemi emotivi che già da solo, dovrebbe essere oggetto di attenzione!

Quanto è efficace l’IPNOSI?

  L’IPNOSI rappresenta un metodo veloce ed efficace per affrontare, gestire e superare una serie di problematiche …

Duplice Omicidio Lecce.

  DUPLICE OMICIDIO, LECCE – Intervista e Riflessioni ( in SalentoLive24-com)   Torturarli, ucciderli e lasciare …

Criminal Meet

  Nasce un nuovo progetto! Raccogliere idee e trasformarle in qualcosa di utile, pragmatico e “sano” è …